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Mancato accordo tra Caf e Inps per la compilazione degli Isee, Pino (Pd): «Non possiamo permetterci una sospensione»

«A risentirne sarebbero i numerosi servizi garantiti alle fasce meno abbienti»

«È indispensabile evitare la sospensione della compilazione degli Isee da parte dei Caf: ne risentirebbero i numerosi servizi garantiti alle fasce meno abbienti. Per questo facciamo appello ai nostri parlamentari affinché si attivino con il ministro del Lavoro Poletti e si riesca a trovare una soluzione». Lo afferma la segretaria del Pd di Trieste, Adele Pino, in merito al mancato accordo tra i Caf e l’Inps sulla nuova convenzione, per l’anno 2017, per la gestione dell’attività Isee.

Secondo Pino «nella nostra regione molti servizi vengono erogati dalla pubblica amministrazione solo previa presentazione dell’Isee, come nel caso dei servizi per l’infanzia, delle case Ater e dei tanti interventi sul sociale come il sostengo al reddito. I Caf sono strutture importanti perché svolgono questa funzione su delega dell’Inps, gratuitamente per i cittadini. Il mancato accordo con l’Istituto, come segnalato dalla Consulta nazionale dei Caf, è dovuto al fatto che non sono state accolte le richieste di un aumento di risorse avanzate dai Centri di assistenza fiscale per la crescente complessità nell’elaborazione dell’Isee».   

«In questi mesi – osserva Pino - i Caf hanno garantito il servizio nonostante la mancanza di un accordo, ma hanno annunciato di voler bloccare questa attività a partire dal 15 maggio. È una sospensione che non possiamo permetterci, perché andrebbe a discapito dei cittadini. Per questo chiedo ai nostri parlamentari di attivarsi con il ministro del Lavoro e fare il possibile per scongiurare la sospensione di un servizio di assoluta importanza per le persone. È vero che l’Isee può essere rilasciato anche dal singolo ente pubblico erogatore dei servizi, ma sappiamo che molto spesso, anche a causa della carenza di personale, ciò risulta difficile. Per tale ragione – conclude Pino - il lavoro dei Caf è prezioso e ne va garantita la continuità per salvaguardare i soggetti più deboli della nostra società».

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