Canoni Ater, Santoro: «Posizione da rivedere per 660 beneficiari»

«Le modalità del calcolo dell'Isee hanno portato anche a una confusione iniziale. Ancora oggi ci sono 430 famiglie che non l'hanno presentato»

Il calcolo del canone di locazione delle case Ater oggi si ritiene legato al binomio Isee/congruità. E' quanto ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, alla IV Commissione consiliare che l'ha chiamata a relazionare sulla nuova determinazione dei canoni Ater prevista dal regolamento contenuto nella legge regionale 1/2016 sulle agevolazioni per l'edilizia sovvenzionata.

Il canone sovvenzionato è determinato dalle Ater biennalmente entro il 31 dicembre dell'anno precedente il biennio di riferimento, sulla base dell'Isee della situazione economica equivalente (Isee) dell'assegnatario e del suo nucleo familiare, in misura percentuale rispetto al canone oggettivo calcolato sulla base dei parametri usati dall'Agenzia delle Entrate per la determinazione delle rendite catastali, nonché tenuto conto della classificazione energetica dell'edificio oltre all'esistenza o meno dell'ascensore.

«Ma prima di tutto - ha detto l'assessore - dobbiamo tener presenti la finalità degli alloggi Ater (dare una casa alle persone delle fasce deboli che non potrebbero accedere al mercato immobiliare) e come definire le persone economicamente deboli (per il welfare delle politiche sociali usiamo lo strumento dell'Isee). È con la legge regionale n. 15 del 2014 che abbiamo introdotto per la prima volta il parametro dell'Indicatore per i canoni dell'edilizia sovvenzionata, prima c'era l'Irpef che però è un parametro risultato inadatto. Il passaggio all'Isee ha, tra l'altro, permesso di far emergere delle situazioni più congrue al reale stato economico delle famiglie beneficiarie, per una posizione che potremmo dover rivedere al rialzo per circa 660 assegnatari».

«Le modalità del calcolo dell'Isee, però - ha aggiunto la Santoro -, hanno portato anche una certa confusione iniziale, tanto da richiedere uno slittamento di due anni dei termini della sua presentazione. Ancora oggi ci sono 430 famiglie che non l'hanno presentato. Abbiamo comunque eliminato il concetto di canone "minimo" per passare a quello di canone "congruo", dove il termine è riferito sia al tenore di vita della famiglia sia allo stato dell'alloggio (si veda classificazione energetica e presenza dell'ascensore). Si calcola che il canone Ater di un alloggia sia mediamente inferiore del 30% del canone medio delle abitazioni private».

«Oggi - ha concluso -, grazie anche a dei correttivi applicati ad esempio alle persone single, soprattutto anziane, piuttosto che a coloro che hanno perso il lavoro e si sono ritrovati con un Isee inferiore del 25% di quello utilizzato per il calcolo del canone, possiamo dire di avere una distribuzione più equa dei canoni agli assegnatari, più completa rispetto alle capacità economiche della famiglia».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rischio zona rossa, ecco l'ordinanza Fvg: no caffè fuori dai bar e stop ad allenamenti

  • Covid, Fedriga: “Il Fvg non andrà in zona rossa”

  • Covid, morire a 45 anni: il pizzaiolo Abbas lascia cinque figli e la moglie

  • Dinner cancelling: come funziona la dieta seguita da Fiorello per dimagrire

  • Caffè, asporto e consumo su suolo pubblico: i chiarimenti sull'ordinanza

  • La Regione valuta la stretta: nel mirino il caffè fuori dai bar e le cene tra amici

Torna su
TriestePrima è in caricamento