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Capodanno, Serracchiani: «Tradizioni cristiane non si censurano»

«La tolleranza non può essere predicata né praticata sul serio se si accetta, prima di tutto culturalmente, che è giusto censurare le canzoni natalizie o nascondere i presepi»

«La tolleranza e l'apertura verso tutte le culture e le religioni è un patrimonio storico del Friuli Venezia Giulia, ma va posta molta attenzione in tutti quegli atti che potrebbero apparire come una censura delle tradizioni cristiane, alle quali in vario modo fa riferimento un grande patrimonio di valori che si è largamente trasfuso nel sentire collettivo e nelle istituzioni». Lo ha affermato la presidente della Regione, Debora Serracchiani.

«In questi giorni - ha continuato Serracchiani - non possiamo evitare di rivolgere il pensiero alla nuova strage di cristiani copti in Egitto, che ha suscitato anche la condanna della più alta autorità religiosa musulmana di quel Paese. Da tempo, in varie parti del mondo, è in atto uno stillicidio di vittime che colpisce i cristiani soprattutto dove sono minoranza religiosa, quasi pietra d'inciampo a una visione della società e dello Stato a tendenza totalitaria».

Per la presidente inoltre «appaiono quantomeno fuori luogo iniziative che tendono ad autosopprimere espressioni tradizionali in cui i cittadini si riconoscono da secoli e che comunque non possono essere in alcun modo lesive della libertà e della sensibilità di alcuno. La laicità delle istituzioni - ha concluso Serracchiani - deve anche difenderci da ogni forma di eccesso di zelo. E la tolleranza non può essere predicata né praticata sul serio se si accetta, prima di tutto culturalmente, che è giusto censurare le canzoni natalizie o nascondere i presepi».

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