Carceri, Fedriga e Roberti (LN): «Poca sicurezza garantita e troppi delinquenti stranieri»

Sopralluogo al carcere di via Coroneo dei segretari della Lega Nord Massimiliano Fedriga e Pierpaolo Roberti: «Più risorse per permettere agli operatori di svolgere al meglio il proprio lavoro e rimpatrio dei delinquenti stranieri»

«Più risorse per gli operatori di polizia penitenziaria e rimpatrio dei delinquenti stranieri per svuotare le carceri senza compromettere la certezza della pena». Questo il commento del capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga e del suo omologo provinciale Pierpaolo Roberti al termine dell'odierno sopralluogo alla casa circondariale di via Coroneo a Trieste. «Quello che si evince - spiegano i due esponenti del Carroccio - è che, come purtroppo da tempo ci ha abituati il Partito Democratico, il Governo si accanisce contro le vittime e si erge invece a strenuo difensore degli aggressori». 

«Accade così che, in un Paese in cui la legittima difesa viene interpretata come lesiva di presunti diritti del criminale, anche le nostre carceri siano costrette a pagare dazio al dilagante buonismo della sinistra, sotto forma di organici sottodimensionati obbligati a fare i conti con strutture sovraffollate e con detenuti in regime di circuito libero, cioè a celle aperte, per oltre 8 ore al giorno». «È inoltre preoccupante constatare come, negli ultimi anni, la popolazione carceraria sia mutata: oltre il 50% dei detenuti a Trieste è infatti composto da stranieri di decine di etnie, il che rappresenta non solo un problema in termini di sicurezza ma anche l'ennesima riprova del totale fallimento della politica delle porte aperte imposta dal Pd e dai suoi alleati».

«Le amnistie e gli indulti non sono pertanto la risposta giusta per una società che chiede giustizia e certezza della pena e i decreti svuotacarceri non possono né devono diventare lo strumento per rimettere in libertà, con la scusa del sovraffollamento, delinquenti di ogni genere. Servono invece più risorse per permettere agli operatori di svolgere al meglio il proprio lavoro e accordi bilaterali per consentire agli stranieri di scontare i periodi detentivi nei loro Paesi di origine: solo così - concludono Fedriga e Roberti - riusciremo a garantire livelli di sicurezza più elevati per i nostri cittadini e per le nostre comunità».

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