Carini (Startup Trieste): «Santa Croce abbandonata, presto rilancio totale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«Al di là delle microaree che servono solo a distribuire denaro pubblico alle associazioni amiche, l’attuale Amministrazione comunale ha fatto poco, anzi nulla per le periferie di Trieste. L’ennesima conferma arriva dall’altipiano, da una Santa Croce talmente bella quanto abbandonata a sé stessa in tutto e per tutto e, proprio per questo, bisognosa della massima attenzione che Startup Trieste è pronta a dedicarle». Fabio Carini, candidato sindaco della lista civica apartitica Startup Trieste, prosegue sull’altipiano carsico il viaggio nelle periferie triestine, accompagnato in questa occasione dai candidati consiglieri comunali Isa Amadi, Lino Madotto ed Elisabetta Varini.

«Santa Croce può e deve diventare un polo turistico e un esempio di alta qualità di vita – afferma Carini – ma, al momento, nell’area di competenza del Comune di Trieste si presenta con strade disastrate, marciapiedi inesistenti, parcheggi immersi nel fango, attraversamenti pedonali dedicati anche agli studenti più che pericolosi e non gestiti, assenza di segnaletica stradale in prossimità di asilo e scuola elementare dove ogni giorno si rischia il peggio, totale mancanza di dissuasori della velocità per il traffico veicolare all’interno del paese con le autovetture che sfrecciano impunite a 80-100 chilometri all’ora».

«Ed ancora – aggiunge Carini – vogliamo parlare della splendida chiesetta abbandonata a metà ristrutturazione e del vecchio lavatoio, posto in prossimità di un possibile belvedere da valorizzare, completamente in preda ai vandali quando ha tutte le carte in regola per diventare un motivo di attrazione turistica?».

«Senza contare – incalza Carini – l’assoluta desertificazione che Santa Croce ha subito relativamente ai servizi sociali, sanitari, civici e commerciali di prima necessità. Le persone anziane sono costrette a spostamenti lunghi e faticosi quando basterebbe garantire un centro polifunzionale a giorni alternati e favorire il reinsediamento di uno sportello bancario e di almeno un negozio di vicinato».

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