Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Caso Alina, Fsp-Sap-Silp Cgil: «Convinti da sempre dell'innocenza dei colleghi coinvolti»

«Abbiamo sempre avuto fiducia nella magistratura»

«Abbiamo sempre sostenuto con completa fiducia l'azione della magistratura, non smettendo però di credere nell'operato legittimo dei colleghi, vittime a loro volta di un meccanismo giudiziario e di un rebus di normative che evidentemente devono essere riviste». Ha dichiarato il Sindacato Autonomo di Polizia commentando la sentenza sul caso Alina.

«Sei anni di vera tortura mediatica e pesanti accuse sulle spalle di poliziotti onesti, padri di famiglia nonché figli di genitori che hanno condiviso con loro le pene di questa attesa. Definiti addirittura “carcerieri” con accuse infamanti quali sequestro di persona».

«Anni passati nell'angoscia di un verdetto gravissimo, una serenità persa che nessuno potrà restituire. Ora l’assoluzione, che noi davamo per scontata, dovrà passare ancora la prova di un eventuale appello forse inappropriato. Altri tempi d’attesa per poter essere “liberati” da delle colpe non commesse, da un sistema che mette troppo facilmente e troppo spesso sotto accusa i difensori della legalità e della brava gente».

«Si è chiuso il processo in rito abbreviato sul caso Alina, il giudice ha assolto i 9 colleghi coinvolti nella tragica vicenda accaduta nel 2012. Abbiamo sempre avuto fiducia nella magistratura, e nello stesso tempo sicuri sulla assoluzione dei colleghi coinvolti». Ha aggiunto il segretario generale provinciale FSP Polizia di Stato, Alessio Edoardo.

«Se già un processo non bastasse, ci si è messa anche la gogna mediatica, che si è scatenata sugli operatori di polizia definendoli anche “carcerieri”. Un po’ più di rispetto per il difficile lavoro che affrontiamo, sarebbe corretto è doveroso, perché poi la verità è la giustizia prevalgono sempre , ora , speriamo, che i colleghi trovino finalmente la serenità dopo anni di tormentosa angoscia».

Ha commentato il fatto anche Silp Cgil: «Siamo contenti per la sentenza assolutoria che dopo sei anni restituirà serenità ai colleghi e alle loro famiglie. Un pensiero va anche ai familiari di Alina, che purtroppo non è riuscita a sopravvivere alle sue fragilità e alle sue paure».

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