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Caso Alina, Ugl Polizia: «Poliziotti messi alla gogna: si faccia prima chiarezza»

«È ormai divenuta consuetudine mettere alla gogna gli operatori della sicurezza ancor prima che questi vengano condannati in rito definitivo, operatori, che devono rispondere non sono alla magistratura , ma anche alla regolamentazione disciplinare interna»

«Questa mattina abbiamo appreso a mezzo stampa della volontà della magistratura di condannare pesantemente gli uomini del Commissariato di Opicina, che sarebbero colpevoli, a dire di quest’ultima, di reati che spaziano dal sequestro di persona al omicidio colposo» ha dichiarato il segretario generale provinciale Alessio Edoardo.

«Subito si sono resi noti nomi e cognomi dei Poliziotti coinvolti, modus operandi divenuto ormai una peculiarità giornalistica riservata solo ed esclusivamente alle F.O., perché –aggiunge il segretario generale provinciale– quando si tratta di delinquenti si vedono sempre solo le iniziali e/o al massimo l’età anagrafica. È ormai divenuta consuetudine mettere alla gogna gli operatori della sicurezza ancor prima che questi vengano condannati in rito definitivo, operatori, che devono rispondere non sono alla magistratura , ma anche alla regolamentazione disciplinare interna».

«A prescindere della gravità del fatto, che ha fatto mancare ai propri cari un parente che si è suicidato in camera di sicurezza e per il quale faranno sicuramente chiarezza gli inquirenti , questa O.S. È seriamente preoccupata dall’andamento giustizionalista a senso unico che in questi tempi sembra palesarsi con estrema facilità verso una classe di lavoratori già pesantemente vessata da mancanza di personale, mancanza di leggi speciali a tutela della legge e di una insufficiente fornitura di mezzo tecnico logistici, fra l’altro anche arretrati rispetto alle esigenze del tempo».

«La certezza della pena va rivolta a tutti i cittadini, con la stessa metodologia e con lo stesso impegno, non si può sempre puntare il dito in ogni circostanza sugli operatori su strada, che con grande spirito di abnegazione si prodigano in tutto e per tutto a dare un servizio al cittadino in condizioni a dir poco disperate, là nostra fiducia nella magistratura è piena, ma vorremmo vedere più equità nelle decisioni e nella divulgazione di informazioni prima di una condanna definitiva» conclude Edoardo.

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