Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Caso "Gaza" in Consiglio Comunale: scontro all'interno della maggioranza

8.54 - Il Pd, compreso il Sindaco Cosolini, ritiene che sia inutile discuterne nel corso del Consiglio, ma il Presidente Furlanič e altri consiglieri criticano la decisione

foto trata da www.today.it

Nei giorni scorsi si sono susseguite molte mozioni (pro e contro Israele) all'interno del Consiglio Comunale di Trieste riguardanti il conflitto in Medio Oriente. Mozioni che però sembra non avranno seguito: infatti il Sindaco Roberto Cosolini, come il resto del Pd, ha deciso che non avendo l'organo triestino un peso nella faccenda, sarebbe inutile perdere tempo a discutere della faccenda. 

Ma alcuni consiglieri non si danno vinti e, dall'interno della maggioranza, parte l'attacco: «Spiace leggere le dichiarazioni del sindaco in merito all'eventuale discussione in consiglio comunale delle mozioni riguardanti la crisi in Medio Oriente - scrive in un comunicato stampa il Presidente del Consiglio Comunale Iztok Furlani? (FdS), un testo firmato anche dai consiglieri Marino Sossi (SEL) Daniela Gerin (SEL) Paolo Bassi (Gruppo Misto) Paolo Menis (M5S) -. Evidentemente se sull'argomento sono state presentate da vari consiglieri ben cinque (!) mozioni di contenuto diverso, è ritenuto da molti meritevole di discussione anche in Consiglio comunale. Seppure non è questione sulla quale il consiglio stesso abbia potere decisionale».

«Se si riduce tutto alla questione costi allora tanto vale eliminare i Consigli comunali o abolire il sistema di elezione democratica dei rappresentanti e il risparmio sarà ancora maggiore - attaccano i consiglieri -. Credo che il valore simbolico di una espressione di posizione del massimo organo cittadino sia in ogni caso importante e con la discussione congiunta delle mozioni la Capigruppo ha già di fatto limitato notevolmente i tempi di una eventuale (e auspicata) discussione in aula. Non si comprende inoltre la differenza di posizione del sindaco tra questa situazione e il caso dei due marò, quando si è deciso di issare uno striscione su palazzo „Cheba“».

«Il Sindaco lo dica chiaramente - conclude il comunicato -: semplicemente il partito di cui fa parte, il Partito democratico, non ha una posizione chiara in merito e pertanto, piuttosto che arrivare ad una spaccatura interna al partito di maggioranza relativa è meglio nascondere la polvere sotto il tappeto e non discutere nemmeno delle mozioni sulla situazione nella striscia di Gaza».

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