Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

«Cifra simbolica nella legge di stabilità: Governo non crede all'offshore di Venezia»

Intervento del senatore del Partito Democratico Francesco Russo: «Il contributo all'opera veneziana ridotto a poco più di 70 mila Euro a fronte dei 100 milioni richiesti segno che anche a Roma più di una perplessità»

«Potrebbe non esistere un futuro sostenibile per il Porto di Trieste – compresa la riqualificazione di Porto Vecchio - se la piattaforma offshore di Venezia dovesse arrivare a compimento: un progetto così assurdamente oneroso stroncherebbe qualunque possibilità di sviluppo per tutti gli altri porti nord-adriatici. E inoltre, visti gli alti costi di manutenzione e lavorazione delle merci, non produrrebbe alcun valore aggiunto per la portualità italiana». Lo riferisce in una nota il senatore del Pd Francesco Russo.

«È una battaglia - continua Russo - che personalmente, assieme alla presidente Serracchiani, sto portando avanti già da qualche tempo: non è un caso se quest’anno nella legge di Stabilità il contributo all’opera veneziana si è ridotto alla cifra poco più che simbolica di poco più di 70 mila Euro a fronte dei 100 milioni richiesti segno che anche a Roma più di una perplessità sulla fattibilità e sull’utilità di questo progetto esiste. Adesso – e lo dico soprattutto a tutta la classe politica locale e regionale - non è più il momento di sterili polemiche o divisioni strumentali: tutti gli operatori portuali della nostra città, e lo so per averli incontrati personalmente, stanno chiedendo a gran voce una levata di scudi collettiva contro la piattaforma offshore a largo della Laguna. Fino ad adesso, però, inspiegabilmente, solo il PD ha preso una posizione forte a tal proposito. E non è sufficiente».

«Ecco perché - spiega Russo ai fantomatici e autoproclamati “difensori del porto triestino” – Lega Nord, Movimento Cinque Stelle, e un pezzo di Forza Italia – che nelle ultime settimane non hanno risparmiato sterili critiche alla sdemanializzazione di Porto Vecchio, dico di mettere piuttosto le stesse energie a sostegno di un azione comune che, sulla base di dati e studi di fattibilità, sbugiardi una volta per tutte l’assurdo progetto veneziano. E’ giunto il momento di seppellire l’ascia di guerra guardando, per una volta, al futuro della nostra città piuttosto che a un passato pieno di fantasmi ed errori: questo ci chiedono a gran voce i nostri cittadini».

«Se ancora una volta - conclude il senatore PD - non otterremo risposte il PD andrà avanti da solo. Ma sarebbe l’ennesima occasione persa e la dimostrazione che una parte della politica triestina solo a parole si schiera a difesa della nostra portualità. Nei fatti, invece, difende l’immobilismo che penalizza Trieste e avvantaggia persino chi presenta progetti insostenibili».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Cifra simbolica nella legge di stabilità: Governo non crede all'offshore di Venezia»

TriestePrima è in caricamento