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Ciriani-Zilli, mozione anti-gender nelle scuole: «Così preserviamo la famiglia tradizionale»

Mozione firmata dai due consiglieri regionali Luca Ciriani (FdI/An) e Barbara Zilli (LN) che verrà presentata nei prossimi giorni in Consiglio regionale: «Un documento per impegnare la Giunta affinché venga scongiurato il rischio che nella scuola venga introdotta l'ideologia destabilizzante"gender"»

Una mozione perché nelle scuole non venga introdotta la teoria "gender", ma non solo: anche perché venga rispettato il ruolo della famiglia e affinché vengano sempre coinvolti i genitori e i loro enti rappresentativi nei progetti educativi riguardanti affettività e sessualità. 

Si potrebbe così sintetizzare il contenuto della mozione che i due consiglieri regionali Luca Ciriani (FdI/An) e Barbara Zilli (LN) hanno firmato e che presenteranno nei prossimi giorni in Consiglio regionale.  Un documento per impegnare la Giunta affinché venga scongiurato il rischio che nella scuola vengano introdotte ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti, quali la teoria "gender".

Considerato che "oggi più che mai ci troviamo di fronte a un'emergenza educativa - si legge nella mozione - in particolare per quanto riguarda tematiche relative all'affettività, in alcuni caso purtroppo questa è diventata sinonimo di educazione alla genitalità, priva di riferimenti etici e morali, discriminante per la famiglia fatta da uomo e donna".  Infatti, dalla mozione emerge chiara la volontà di salvaguardare la famiglia tradizionale: "Errate convinzioni - si legge - vorrebbero equiparare ogni forma di unione e di famiglia e giustificare e normalizzare qualsiasi comportamento sessuale e la famiglia composta da una donna e da un uomo è vista quasi come uno stereotipo da superare". 

"Riconoscere la diversità tra uomo e donna non significa discriminare - dice ancora la mozione - il vero e principio dell'eguaglianza non nega l'esistenza delle differenze, non le azzera, ma le accoglie e le valorizza in quanto portatrici di ricchezza e complementarietà".  "Se da più parti genitori e associazioni esprimono la loro preoccupazione, forse il rischio che la norma venga interpretata è più fondato di quanto si pensi" dicono Zilli e Ciriani, commentando la mozione e tornando su un tema caldissimo, discusso anche nell'ultimo Consiglio regionale, che ha visto approvare a maggioranza (Pd e M5s) un ordine del giorno teso ad aprire all'attuazione del comma 16 del ddl Buona scuola. 

Legge in cui viene espressamente detto che "Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni". "Il rischio che il passaggio venga mal interpretato c'è - continuano Zilli e Ciriani - per questo è necessario scongiurare l'insegnamento nelle scuole di teorie, come quella gender, che altro non farebbero che mandare in confusione bambini e ragazzi sulla loro identità sessuale".

"Va bene, anzi, è auspicabile che nelle scuole si insegni il rispetto e l'accettazione delle diversità, per contrastare atteggiamenti come l'omofobia, ma ricordiamoci - concludono - che la spiegazione di certe tematiche così delicate è un compito che non può e non deve essere demandato ed assunto dalla scuola, ma deve rimanere in capo alla famiglia".

A breve giro la risposta del consigliere regionale Franco Codega. 

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