Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Città metropolitana, Gabrovec (Pd-SKk): «Trieste, se vuole, è già città metropolitana»

Il consigliere regionale della Slovenska skupnost Igor Gabrovec: «Tutto si può fare, anche a Trieste, purché si parta dal riconoscere, considerare, condividere e rispettare le peculiarità dei territori»

«Le città metropolitane nel FVG si possono istituire fin dalla legge regionale n°1 del 2006, che fissava già allora con lungimiranza precisi paletti e condizioni anche a misura di Trieste. E stando alle prerogative statutarie decidiamo noi e solo noi - Consiglio regionale, triestini compresi. Se ne deduce quindi che abbiamo assistito (e stiamo ancora assistendo) ad un dibattito sul nulla, su un
qualcosa che si poteva fare prima, si sarebbe potuto fare nei confini della proposta originaria di modifica statutaria e si potrà fare, non di meno e non di più, dopo la modifica voluta a Roma».

A precisarlo è il consigliere regionale della Slovenska skupnost Igor Gabrovec a commento del rinnovato ed acceso dibattito sulla questione metropolitana all'indomani dell'approvazione definitiva dello Statuto regionale.

«Stando al dispositivo delle legge regionale 1/2006 la città metropolitana nasce da uno o più comuni, purché tocchino i 200.000 abitanti. Trieste quindi ci sta anche da sola. Diciamolo più chiaramente: Trieste, se vuole, è già città metropolitana. Con pregi e difetti compresi, con opportunità e funzioni aggiuntive che possono venir trasferite dalla Regione e dallo Stato: portualità, sviluppo industriale, collaborazione transfrontaliera, etc».

«Che ne rimane degli altri, i Comuni che la circondano? Perché questo è uno dei nodi principali, vale a dire: come garantire i necessari gradi di autonomia politica ed ammnistrativa ai comuni perlopiù perfettamente bilingui, nei quali la minoranza slovena gode di precisi diritti e ruolo sanciti fin dai trattati internazionali. Per dirla più in breve: come salvaguardare i piccoli comuni, di per se 'speciali', dal venir ingoiati da una città dieci volte più grande?»

«La risposta sta in parte nella stessa legge 1/2006 ed in parte negli statuti delle città metropolitane già istituite, quindi tutto già scritto: i cinque Comuni, contraddistinti da continuità territoriale o adagiati sullo stesso confine di stato possono rimanerne fuori formando una UTI a se stante che può sottoscrivere convenzioni con il comune metropolitano, anticipando le già più che preannunciate difficoltà operative che si prospettano nell'UTI Giuliana così come disegnata. È altresì vero che la legge non consente l'imposizione dell'adesione alla città metropolitana per quei comuni che ritenessero non
conveniente o opportuno farne parte. E siamo a quella che era sostanzialmente una delle mie proposte iniziali: lasciamo le città principali fuori dalle UTI. Soluzioni simili sono quindi possibili in altre aree regionali con piccoli accorgimenti da adottare alla recente legge di riforma, la 26/2014».

«Per concludere: tutto si può fare, anche a Trieste, purché si parta dal riconoscere, considerare, condividere e rispettare le peculiarità dei territori che andiamo a toccare, le diverse sensibilità ed esigenze. A Trieste sono soprattutto legate alla presenza storica e tutelata della minoranza slovena, che va considerata per quel che è: non una rogna, bensì ricchezza e valore aggiunto» conclude il consigliere regionale espressione della comunità slovena Igor Gabrovec.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Città metropolitana, Gabrovec (Pd-SKk): «Trieste, se vuole, è già città metropolitana»

TriestePrima è in caricamento