Città metropolitana, Orel (Psi): «Ok istituzione, maggior autonomia e più risorse per Trieste»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Ognuno può avere le sue opinioni in merito alle varie e possibili strutturazioni amministrative del territorio del Friuli Venezia Giulia: mi riferisco specificatamente al modello del Trentino Alto Adige e alla città metropolitana di Trieste. 

Comunque sia, avere contenitori giuridici con maggiori competenze e conseguenti maggiori risorse è fondamentale per l'avvenire e la specialità della nostra regione; ciò tanto più che si sta andando verso le macro regioni, con il Veneto che inevitabilmente sarà imperante con i suoi 5 milioni di abitanti, e non è solamente un "flatus vocis"..! Del resto diverse organizzazioni economiche di Trieste e Gorizia (Camere di commercio, Associazioni degli industriali, Autorità portuali e strutture sanitarie) si sono già mosse autonomamente verso processi di concentrazione e semplificazione, con previste economie di scala e semplificazioni burocratiche.

Corsi e ricorsi della storia? Sta ritornando di moda la vecchia provincia di Trieste che comprendeva Monfalcone ,Ronchi, Grado?

Sta di fatto che la complementarietà dei porti regionali e le economie legate al mare sono fattori produttivi inarrestabili, che implicano un nuovo e forte ordine amministrativo; esso non ha nulla a che fare con le vuote unioni intercomunali, le così dette uti che, tra l'altro, non essendo elettive sono fortemente contestate dalla gente e dagli stessi comuni, anche quelli di lingua slovena!  gianfrnaco orel-2

Rispetto questa situazione socioeconomica, la politica ora dominante, che dovrebbe prevedere e favorire i nuovi corsi di sviluppo, se ne sta abbarbicata alle vecchie poltrone senza spunti e originalità, in una visione di una economia statica e sospesa nel tempo, a dir poco improduttiva. E' ancor più deludente constatare che buona parte del PD regionale, quelli che ora fanno parte del ponte di comando, liquidano la questione istituzionale semplicemente trasformando le quattro province (Pordenone, Udine ,Gorizia e Trieste) in diciotto provincette (chiamate uti); e ciò in un quadro di desolante involuzione democratica, tanto che più di cinquanta comuni hanno già fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale.

Questa "magica filiera" comincia con la presidente Serracchiani, con i suoi vassalli e valvassori: una meraviglia per una città  simbolo di autonomia già sotto l'impero austro ungarico! (Ancora nel 1867 il Consiglio-Dieta di Trieste si pronunciava per l'equiparazione di tutte le religioni e per l'abolizione di ogni ingerenza ecclesiastica nelle scuole..)

Ora ci sono assessori e consiglieri regionali triestini, il sindaco di Trieste, presidenti di importanti associazioni sportive e persino funzionari regionali, che non possono fare a meno di inzuccherare la governatrice: è convinzione, interesse, o semplicemente pensare è più faticoso che acconsentire?

Comunque sia, chi non è in linea viene messo in isolamento.. Queste persone vanno invece sostenute, perché sono garanti di democrazia, di impegno e di conoscenze, indipendentemente dal partito in cui militano!

Gianfranco Orel

Segretario della federazione di Trieste del PSI  

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