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Città Metropolitana, consiglieri Pd: «Nessuna bocciatura, ribadita autonomia Regione»

A dirlo sono i tre consiglieri regionali del Pd, eletti a Trieste, Franco Codega, Franco Rotelli e Stefano Ukmar: «In Aula, molti consiglieri si sono pronunciati anche nel merito della proposta, che tuttavia non era e non è all'ordine del giorno»

«Negli ultimi giorni le cronache locali hanno ripetutamente affermato che il Consiglio regionale, rispetto al tema della città metropolitana avrebbe bocciato, nell'ultima seduta, il progetto di una sua realizzazione a Trieste. Nulla di più falso, il consiglio regionale si è limitato a ribadire la propria autonomia decisionale in materia e la necessità, per ogni modifica allo Statuto regionale, di un'intesa tra consiglio regionale e parlamento». A dirlo sono i tre consiglieri regionali del Pd, eletti a Trieste, Franco Codega, Franco Rotelli e Stefano Ukmar.

«Si è voluto ribadire che lo Statuto regionale deve essere rispettato e ogni modifica del testo dovrà avere il consenso non solo del Parlamento ma anche del Consiglio regionale» sostengono i tre dem.

«In Aula, molti consiglieri si sono pronunciati anche nel merito della proposta, che tuttavia non era e non è all’ordine del giorno perché, da un lato si sta procedendo alla costituzione delle Uti, iter che assolutamente va portato a termine, e dall’altro il contenuto specifico del progetto “città metropolitana” deve essere ancora ampiamente elaborato. Tale progetto dovrebbe trovare una condivisione con i Comuni minori della cintura triestina e con altre aree che non appartengono al perimetro della provincia di Trieste, condivisione che si può o meno auspicare, ma che allo stato certamente non sembra esistere».

Nessuna ipotesi è stata quindi bocciata, insistono Codega, Rotelli e Ukmar, «è stato solo ribadito un metodo». Secondo i tre esponenti del Pd triestino, «il dibattito sul merito, ossia sull'opportunità o meno della città metropolitana, può e deve continuare e dovrà trovare approfondimenti e specificazioni, valutazioni di costi e benefici che per ora risultano tutt’altro che esaurienti». Infine, concludono: «Se e quando le forze politiche a livello regionale, le realtà economiche e sociali, la gran parte dei cittadini si convinceranno della bontà del progetto a vantaggio dell'intera comunità regionale starà alla “potestà legislativa primaria della Regione di proporne o meno l’introduzione coerentemente con quanto già previsto dalla legge 1 del 2006».

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