COBAS scuola di Trieste: «Basta denigrare il professor Zotti»

I COBAS scuola di Trieste, attraverso la loro rappresentante, la professoressa Daniela Antoni risponde al «clima di odio e intolleranza contrario a ogni spirito dettato dalla nostra Carta Costituzionale»

La prof.ssa Daniela Antoni non usa mezzi termini per esprimere la presa di posizione dei COBAS scuola di Trieste sulla vicenda che sta interessando il prof. Davide Zotti:

«Che la nota vicenda della rimozione del crocifisso a qualche esponente politico, ma non solo, non sia andata giù è evidente, e forse a qualcuno tante altre cose non vanno giù in merito al ruolo esercitato da Davide Zotti, in primis come responsabile scuola nazionale dell'Arcigay, oltre che nella sua attività di attivista e rappresentante sindacale dei Cobas scuola. Ma a tutto vi è un limite, specialmente quando si accusa un docente di fare propaganda all'interno delle proprie aule.

Ed è di questo che ora, grottescamente, Zotti è accusato dalla Lega Nord. Premesso che in Italia esiste la libertà d'insegnamento, bene costituzionale primario che forse non tutti apprezzano a pieno, il prof. Zotti, in linea con la propria attività d'insegnamento e materia insegnata, ha effettuato nella propria classe una riflessione  di antropologia culturale sugli "imprenditori politici del razzismo", espressione coniata da Luigi Manconi in L. Balbo - L. Manconi, I razzismi possibili, Feltrinelli, Milano1990.

Quanto all'accusa di avere divulgato le proprie idee ed iniziative, considerato che tutto quello che ognuno scrive, privatamente, sul proprio profilo facebook, è un atto compiuto da un libero cittadino, rispediamo al mittente le infamanti e denigratorie accuse mosse da un esponente della Lega Nord nei confronti di Zotti.

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Riteniamo invece che una riflessione andrebbe fatta, in genere, sul fatto che sia possibile che in una scuola pubblica si possa dare spazio a partiti politici che si alleano, ad esempio, con forze politiche che si definiscono come i fascisti del terzo millennio. Ecco: a dirla tutta, e lasciando per ora in sospeso la questione della rimozione del crocifisso sulla quale ribadiamo la nostra solidarietà a Zotti, ci sarebbe da compiere un'altra rimozione nel nostro paese, quella delle forze politiche che non dovrebbero proprio esistere, sulla base della nostra Costituzione».

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