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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica Largo dei Granatieri

Consiglio comunale in remoto, le opposizioni: “Dipiazza ricattato da Rossi o dalla sua maggioranza?”

I consiglieri di Pd, Punto Franco, Adesso Trieste e M5S, chiedono al sindaco di convocare la seduta in presenza. Russo: “Il motivo non è il contenimento della pandemia. Disponibile sede del Consiglio Regionale, dove già ci si riunisce in sicurezza”

Il primo Consiglio Comunale da remoto non va giù alle opposizioni, che hanno indetto stamattina una conferenza stampa (ovviamente in presenza) per esporre le perplessità sulla scelta del sindaco. I consiglieri di Punto Franco, Pd, Adesso Trieste e Movimento 5 Stelle non credono infatti che la scelta del primo cittadino sia dovuta ai dichiarati motivi sanitari, ma ipotizzano “un ricatto da parte di consiglieri che non vogliono esibire il green pass”. 

“Chiediamo che la seduta avvenga in presenza – dichiara l’ex candidato sindaco Francesco Russo (Pf) -, come avviene in tutte le città italiane compresa Muggia. Siccome Dipiazza tuona contro chi blocca la città vorremmo le stessa radicalità per far operare le istituzioni. La sala del Consiglio è infatti attrezzata con i plexyglass e può garantire il rispetto delle norme e al momento tutte le attività lavorative, dallo sport allo spettacolo, si svolgono in presenza. Vale anche per il consiglio regionale, a cui i consiglieri in quarantena hanno potuto partecipare da remoto, e in quanto vicepresidente posso garantire che la sede può ospitare anche il Consiglio Comunale, come già successo”. 

Per le opposizioni, spiega Russo, le possibilità sono due: “una è una gravissima resa del sindaco di fronte alla minaccia di Ugo Rossi (3V) di contestare l’obbligo del Green Pass. Mi è stato confessato questo timore. Inaccettabile, dopo aver raccolto 60 mila firme contrarie, che un unico consigliere tenga in scacco le istituzioni. Garantiamo al sindaco appoggio se vorrà prendere una posizione ferma, e Rossi potrà partecipare da remoto. La seconda possibilità, come dice lo stesso Rossi, è che ci siano dei consiglieri, nella stessa maggioranza, che non vogliono esibire il green pass, questo sarebbe ancora più grave”. 

Per la pentastellata Alessandra Richetti: “Quello dell’insediamento è un momento delicato in cui bisogna ribadire il ruolo del consiglio nel costruire il futuro della città. Bisogna dare messaggi chiari e coerenti, solo così non si alimenta confusione nei cittadini. In passato il sindaco ha già dimostrato di fare scelte che non rispettano le indicazioni come scendere in piazza contro il lockdown. “Anche le scuole – ricorda la neoconsigliera - sono in presenza con il rispetto delle regole”. 

Riccardo Laterza (At), ha rilevato che “Già ieri la giunta si è riunita in presenza, non si capisce perché non il consiglio” e ritiene che “la scelta di vietare piazza Unità alle manifestazioni è coerente con quella di riunire il consiglio in remoto perché entrambe sono giustificate con il contenimento della pandemia, quando il motivo non è quello. La verità è che ci sono problemi politici e sociali che vengono risolti come mero ordine pubblico, mentre ci vorrebbe una risposta sociale articolata”. 

La consigliera dem Laura Famulari specifica invece che: “Abbiamo già chiesto il 28 ottobre che la seduta fosse convocata in presenza e abbiamo chiesto quale fosse la reale motivazione di questa scelta, chiedendo che tutti i consiglieri mostrino il Green Pass. Non è stata data nessuna risposta: un muro di chiusura verso le istanze dell’opposizione, in linea con i passati 5 anni”.

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