Coopca, Riccardi (Fi): «Regione tuteli soci prestatori»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«La Regione deve attivarsi al più presto con l'Agenzia delle Entrate per ottenere la risposta relativa alla gestione dell'imposizione fiscale, altrimenti i tempi rischiano di diventare troppo lunghi per i risparmiatori Coopca che sono in attesa di ricevere l'aiuto che Alleanza 3.0 ha deciso di stanziare». Riccardo Riccardi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, al termine delle audizioni in commissione ha rimarcato come: «Sia stato confermato il rimborso del 50% ai soci prestatori in tre trance, restano però i problemi che la Regione deve contribuire a risolvere. Non bisogna dimenticare che il crack di Coopca ha riguardato persone e lavoratori e proprio per questo l'attenzione deve essere massima. Auspico – prosegue Riccardi – che la Giunta si attivi quanto prima per dare risposte concrete in un territorio, la montagna, che in questo momento è in ginocchio. In questi giorni leggiamo di richiedenti asilo che godono del wi-fi gratuito e dell'ipotesi di usare sempre in modo gratuito i mezzi pubblici, senza contare le prestazioni sanitarie e tutto quanto mette a disposizione il nostro sistema welfare. I nostri cittadini, in particolare chi si trova in difficoltà, non comprendono questo atteggiamento e per questo bisogna rivedere le misure di accesso al sistema di protezione sociale evitando una pericolosa tensione tra italiani e stranieri». Riccardi

«La Regione – prosegue ancora il capogruppo azzurro - sul capitolo cooperazione deve fare di più a partire dalla revisione del sistema di vigilanza e soprattutto relativamente alla vicenda Coopca e deve preoccuparsi con urgenza di chi ha perso i risparmi di una vita e vive una condizione di disagio sociale.‎ Ci aspettiamo, per questa vicenda ed anche quella di condizioni analoghe come cooperative operaie, Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, si modifichino i criteri di accessibilità basato sugli indicatori Isee per garantire una solidarietà di parità di condizioni che oggi non è garantito» conclude Riccardi.

Torna su
TriestePrima è in caricamento