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«Corretto uso dei social media per chi copre cariche pubbliche»: la mozione Pd "scalda" Tuiach

Laura Famulari (Pd): «Sensibilizzare la classe politica a utilizzare un linguaggio corretto che non dia adito a odio o violenza». Tuiach (Ln): «I pseudo "democratici" metterebbero la censura ai consiglieri su Facebook». Il presidente Gabrielli: «Già agito in passato in modo informale»

Laura Famulari - Fabio Tuiach con la maglia "Odio gli anarcofancazzisti"

«Promuovere una campagna sull'uso corretto dei social media affinchè gli adulti diano buoni esempi a partire da chi ricopre cariche pubbliche, al fine di ripristinare il rispetto degli interlocutori (in questo caso on line) al fine di limitare le modalità di espressioni aggressive e denigratorie che inquinano luoghi di confronto e di dialogo e offendono l'onore, il decoro e la reputazione di una o più persone o stigmatizzano intere categorie di persone».

È questo il principale intendimento della mozione dei consiglieri del Partito democratico dall'oggetto "Campagna di promozione dell'uso corretto del linguaggio in rete, anche da parte degli adulti e contro il cyberbullismo", «mozione che nasce dal fatto che i comportamenti violenti in rete possono trasformarsi in cyberbullismo, anche a causa degli adulti», spiega Laura Famulari

La mozione è stata discussa ieri, mercoledì 15 marzo in Commissione, e Famulari si è detta «disponibile ad accogliere emendamenti da parte della maggioranza, c'è chi ha anche parlato di un codice deontologico o delle linee guida per chi ricopre cariche pubbliche», ma «anche chi a fronte di queste ovvietà ritiene la mozione "censoria" (cosa che non vuole essere come da premesse e citazioni della Costituzione e Carta italiana dei diritti di internet): noi non vogliamo andare contro le idee, ma ci interessa il modo in cui queste vengono espresse. L’intento è quello di sensibilizzare la classe politica a utilizzare un linguaggio corretto che non dia adito a odio o violenza. Mi auguro che in Consiglio se ne colga lo spirito». 

Spirito evidentemente non colto da Fabio Tuiach, ex vice capogruppo della Lega Nord, che su Facebook, sentendosi chiamato in causa dalla mozione, replica: «Sta mattina ero impegnato a lavoro e purtroppo non ho potuto ascoltare in commissione una simpatica mozione del Pd che forse mi riguardava! In pratica se passasse i pseudo "democratici" metterebbero la censura ai consiglieri su Facebook e così non potrò più chiamare le zecche rosse anarcofancazzisti. Ringrazio chi ha ideato questa mozione e sono certo mi divertirò un sacco in Consiglio comunale! Viva la libertà e abbasso i finti democratici che la vogliono reprimere».

Più aperto invece il presidente del Consiglio comunale Marco Gabrielli che spiega di «accogliere lo spirito della prima parte dell’intendimento avendo agito già in passato in modo informale contattando vari esponenti del Consiglio sensibilizzandoli su quelle che sono le loro responsabilità istituzionali e al maggiore eco legato anche ai nuovi strumenti social che permettono una copertura esponenzialmente più grande rispetto alle “chiacchiere” da bar di una volta». 

«Ho sottolineato che comunque le sensibilità sono molteplici - spiega Gabrielli -: qualcuno può sentirsi giustamente offeso quando si parla di “risorse”, ma qualcuno anche quando si parla di “vice sceriffo”, per non parlare dell’episodio che ha visto protagonista il sindaco Dipiazza a Buenos Aires e i successivi attacchi e illazioni sui social».

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