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Porto Vecchio, Cosolini: «Pronti a collaborare con il sindaco Dipiazza»

«È però necessario che il Sindaco non sostituisca il "no se pol" che abbiamo spazzato via noi dal Porto Veccho tre anni fa, con un "ghe pensi mi"»

«Evitiamo di mettere la preoccupazione che in assenza di una visione d'insieme la vicenda Porto vecchio rischi molta confusione e frammentarietà in contrapposizione con la rivendicazione dei " lavori in corso". I media hanno dato risalto ad annunci ed avvii di interventi da parte del sindaco che quindi alza inutilmente i toni di fronte ad una preoccupazione condivisibile, e dico subito che magari anch'io se avessi continuato avrei potuto incorrere in acuni dei rischi evidenziati dal giornale ed in qualche errore così sgombriamo il campo da polemiche». Ha dichiarato il cosigliere regionale Cosolini (Pd) in un lungo post su Facebook rispondendo allo sfogo del sindaco Dipiazza di ieri, 11 giugno, a seguito di un articolo del quotidiano locale.

«Forse Dipiazza esagera nel dare per finite o avviate cose che non lo sono, penso alla vendita dei magazzini Greensisam e alla gara per il project financing del centro congressi, iniziativa partita da privati che si sobbarcano il 55% dell'investimento. Per noi però Porto vecchio è troppo importante per il futuro di Trieste, può e deve essere il segno del ritornare ad essere la Porta sul Mare di una parte d'Europa. Per questo ci siamo impegnati fin da lontano e lo abbiamo fatto come squadra:
-promuovendo la marcia simbolica ai cancelli chiusi nel 2012
-con l'emendamento promosso da Francesco Russo che ha portato alla sdmanializzazione -definendo poi in soli 4 mesi come Comune con Autorità Portuale e Agenzia del Demanio la divisione tra aree sdemanializzate e aree che rimangono demaniali
-con l'idea del centro d'innovazione in Corso Cavour su cui ottenemo come Comune 4,2 milioni di Fondi europei. Oggi Dipiazza può annunciarne i lavori grazie a noi
-predisponendo il dossier che ha portato nel riparto fatto a inizio maggio 2016 dal Cipe sui fondi FAS del MIBACT a concedere 50 milioni
-affidando a E&Y la redazione di linee guida per poter poi come Comune redigere un piano strategico, linee guida che tenessero conto del potenziale dell'area, del mercato internazionale e di un mix tra business e ricadute generali, tra pubblico e privato che è poi il mix di un'area urbana» ha aggiunto.

«Per questo come CS e come PD siamo pronti a collaborare con il Sindaco e lo abbiamo confermato in più occasioni con interventi di Russo o con la recente visita che Gianni Torrenti e il sottoscritto gli hanno fatto per alcune informazioni sull'iter dei fondi ministeriali».

«È però necessario che il Sindaco - spiega Cosolini- non sostituisca il "no se pol" che abbiamo spazzato via NOI da PV tre anni fa con un "ghe pensi mi" in cui, più che come regista e supervisore pubblico, si senta "agente immobiliare" perseguendo lo spezzatino senza alle spalle una visione generale coerente. Il primo rischio è l'impoverimento della portata dell'operazione: si rischia che vengano acquisiste le aree pregiate e che rimangano abbandonate le altre. Chi se ne farà carico allora? Certo non il Comune che dovrà per legge destinare i proventi delle alienazioni all'Autorità Portuale per investimenti nelle infrastrutture dello scalo. E che fine farebbe un'area che nel tempo rimanesse con zone vitali a macchia di leopardo e altre abbandonate?»

«Ecco perchè, come è successo in tante grandi trasformazioni, Amburgo, Marsiglia, Barcellona, come successe per il Borgo Teresiano progettato per la Trieste moderna, emporiale ed europea dell'Impero, la visione generale è necessaria e va costruita a partire dagli studi fatti che ci danno gli elementi per progettarla. Mettiamo in fila
-visione strategica:punti di forza, grandi obiettivi, contenuti
-scelte di piano regolatore
-costruzione dell'equilibrio business/servizi pubblici
-conferma vincoli sul patrimonio di valore ed eliminazione di quelli che non fossero necessari -cronoprogramma
-scelte coerenti e conseguenti al quadro complessivo in materia di viabilità, mobilità, reti di servizi
-strumenti operativi come la societa giustamente richiamata da Russo: questi sono i punti progressivi di un percorso che il Comune può e deve guidare, chiamando le migliori intelligenze, professioni, cultura, economia a parteciparvi e coinvolgendo nelle dovute forme i cittadini ed è possibile farle incorporando nel disegno generale le cose che grazie a fortunate coincidenze o azioni hanno già potenziale collocazione, come il Centro Congressi o un Museo del mare che però richiede un progetto scientifico e culturale e non un mero allestimento e trasferimento di reperti storici».

«Su questa strada, quella intrapresa dalle città che avendo opportunità come la nostra hanno saputo realizzare ambiziose trasformazioni, vogliamo collaborare e siamo pronti a fare la nostra parte. Il Sindaco scelga se vuole un progetto storico o il piccolo cabotaggio».

«Al mio partito, al PD di Triese infine dico: non faccia da spettatore passivo, limitandosi a prendere atto delle uscite di Russo, Serracchiani, Cosolini, peraltro in sintonia. Il PD apra la discussione, lanci idee, coinvolga, stimoli su questo grande tema come su altri: scoprirà che si esce meglio dalle difficoltà mettendo in secondo piano il proprio ombelico e i rapporti di forza interni e mettendo davanti la capacità di costruire una linea politica credibile che indichi prospettive alla comunità. E questa è una prima sfida». ha concluso

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