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Crisi Alcatel, interrogazione al Governo: «Evitare la chiusura dello stabilimento»

Interrogazione al Governo da parte del deputato di Alternativa Libera Aris Prodani sulla possibile chiusura dello stabilimento Alcatel di Trieste.

Interrogazione al Governo da parte del deputato di Alternativa Libera Aris Prodani sulla possibile chiusura dello stabilimento Alcatel di Trieste.

Di seguito il testo completo

Interrogazione a risposta  in Commissione

Al Ministro dello Sviluppo Economico
– per sapere
-premesso che:

Nei giorni scorsi la casa finlandese Nokia ha siglato un’intesa per l’acquisizione dell’azienda di telecomunicazioni Alcatel – Lucent che, tra i siti produttivi, annovera anche quello di Trieste considerato dalla stessa azienda “ strategico per il  businnes dell’impresa, poiché produce tecnologie ottiche a livello mondiale con un altissimo livello di competenze specialistiche”.
Con questo accordo Nokia diventerà top seller mondiale di attrezzature e servizi di telecomunicazione, superando Ericsson, Huawei e ZTE.

Dall’articolo di stampa del 27 marzo u.s. de “Il Piccolo” si apprende che il 13 marzo u.s., in un incontro avvenuto  presso il Ministero dello Sviluppo Economico  sulla cessione del sito di Battipaglia, la direzione di Alcatel-Lucent non abbia dato risposta sulla possibile cessione dello stabilimento di Trieste, mentre il funzionario del Ministero  abbia preso l’impegno di procedere ad una verifica su tale punto; il 27 marzo u.s. le Rsu Fiom e Uilm, a seguito delle notizie allarmanti circolanti in merito all’ incertezza  sul futuro del sito, avevano proclamato lo sciopero dei tre turni di lavoro dello stabilimento e organizzato un presidio  davanti alla sede dello stabilimento di Strada Monte d’Oro

La conferma di una possibile dismissione dell’impianto triestino è stata data dall’amministratore delegato della società, Michele Combes, durante un incontro avuto giorni scorsi a Parigi con il coordinamento europeo dei rappresentanti sindacali dell’azienda. L’intenzione di Nokia sarebbe di mantenere gli impianti localizzati  in Francia, ma di dismettere alcuni altri siti produttivi, compreso quello di Trieste dove operano 318 dipendenti a tempo indeterminato e 400 somministrati; ma la forza lavoro ammonta a quasi 900 addetti  se aggiunto  il personale dei servizi aziendali che sul piano produttivo coinvolge anche la Mw-Fep di Ronchi dei Legionari;

secondo fonti sindacali, lo stabilimento triestino potrebbe essere venduto alle società statunitensi Flextronics e Jabils, che operano nella produzione di componenti elettrici con impianti situati in Paesi in cui il lavoro ha un costo minore che in Italia. Il rischio, quindi, potrebbe essere rappresentato da un’acquisizione di un soggetto terzo e dalla successiva  delocalizzazione della produzione.

Secondo Antonio Rodà, segretario rovinciale Uilm, è” inconcepibile che un gruppo mondiale leader delle telelecomunicazioni voglia privarsi di un asset così prezioso come quello rappresentato dal sito produttivo di Trieste che non manca di commesse e di clienti “
dall’articolo de “Il Piccolo” del 20 aprile si apprende che, dopo le notizie giunte da Parigi, i lavoratori, riunitisi in assemblea, stiano programmando una serie di azioni di sensibilizzazione delle istituzioni, tra i quali un incontro con i capigruppo del Consiglio Comunale di Trieste, mentre il sindaco di Trieste Cosolini  avrebbe scritto una lettera al  Ministro  per chiedere un intervento a favore dello stabilimento di Trieste e la Presidente della Regione Serracchiani avrebbe già stimolato il Ministro Guidi ad un interessamento sulla questione

-se sia a conoscenza della situazione allarmante venutasi a creare dopo le dichiarazioni di intento della Nokia in merito alla stabilimento di Trieste e quali nuovi elementi abbia in suo possesso;
–  se abbia già aperto una trattativa diretta con l’azienda per scongiurarne la chiusura e la perdita di posti di lavoro delle circa 850-900  persone interessate;
– quali provvedimenti urgenti intenda adottare per evitare la dismissione del sito di Trieste e secondo quali modalità e tempistiche

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