Politica

Crociere, PD: «A Venezia saturazione, Porto Vecchio luogo ideale per accoglienza»

Lo rilevano in una nota  Luca Salvati - Consigliere Provinciale del PD, Luca Bressan – Presidente IV Circoscrizione del PD, Andrea Dessardo – Vice Presidente V Circoscrizione del PD, Damijan Coretti – Consigliere VI circoscrizione del PD e Lorenzo Giachin- Consigliere VII circoscrizione del PD 

«Non c’è affatto da meravigliarsi che, dinanzi alle dichiarazioni del Ministro Dario Franceschini di far diventare il Porto Vecchio di Trieste l’hub crocieristico dell’Alto Adriatico, parte della classe politica veneta salga sui banchi, compresi i rappresentanti del PD. Rattrista il fatto che codesta classe, però, non sia capace di vedere nell’allontanamento dei cosiddetti “mostri del mare” da Venezia più che una perdita una benedizione per la salvaguardia ambientale. Al contrario, hanno colto subito la potenzialità della proposta sia la Presidente Serracchiani che il Sindaco Cosolini».

Lo rilevano in una nota  Luca Salvati - Consigliere Provinciale del PD, Luca Bressan – Presidente IV Circoscrizione del PD, Andrea Dessardo – Vice Presidente V Circoscrizione del PD, Damijan Coretti – Consigliere VI circoscrizione del PD e Lorenzo Giachin- Consigliere VII circoscrizione del PD. 

«Trieste - continua la nota -  offre soluzioni eccellenti per le grandi navi bianche, fungendo da porta sul Meditteraneo. A Venezia c’è un’effettiva saturazione, mentre sulla tratta Trieste-Venezia ci sono tutte le strutture ferroviarie utili allo spostamento dei passeggeri. La stazione è vicinissima e permetterebbe ai crocieristi di recarsi a Venezia per le escursioni. Inoltre, l'accelerazione data agli interventi ferroviari sulla tratta Venezia-Trieste cambierà di molto lo scenario della mobilità nell'Alto Adriatico e dovrebbe spingere verso l'integrazione dei poli logistici e turistici, individuando il vantaggio rappresentato dalla complementarietà dei ruoli. Trieste e Venezia, dove evidentemente le navi continueranno ad arrivare, possono essere un esempio virtuoso di questo tipo di integrazione». LUCA SALVATI-2

«Il Porto Vecchio di Trieste - sottolineano i cinque -  presenta un buon pescaggio e il punto franco permetterebbe lo sviluppo di attività correlate. Trieste ha fondali marini appropriati che permettono l’arrivo di grandi navi. L’abbattimento dei costi con queste grandi navi risulterebbe vantaggioso perché indurrebbe a produrre vicino al porto con il conseguente ripopolamento di imprese manifatturiere. L’unico problema è rappresentato dalla presenza della diga, che potrebbe ostruire le manovre delle navi. In questo caso spetta ai tecnici il compito di individuare una soluzione appropriata. Un'ipotesi potrebbe essere la costruzione di una banchina che dall’Adria terminal si prolunghi per oltre 600 metri e che ne farebbe la banchina più grande d’Europa. L’ipotesi di utilizzare il Molo IV è tecnicamente impossibile, poiché questo ha un pescaggio non adeguato e potrebbe attraccare al massimo un mega yacht».

«Trieste - spigano gli esponenti PD -  ha già perso nel corso degli anni diverse opportunità e non è accettabile proseguire su questa strada. Il processo di sdemanializzazione del Porto Vecchio, avvenuto grazie all’emendamento del Senatore Russo nella legge di stabilità, deve rappresentare il primo tassello di una serie di operazioni strategiche che il nostro territorio è chiamato a fare per rilanciare attività produttive e attrarre investimenti privati. Dice bene il commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino quando afferma che l’ente pubblico non può, tuttavia, fare tutto da solo. I soldi ci sono. Basti pensare a BlackRock, la società che ha investito in Europa Meridionale ben 3500 miliardi di euro. E’ attualmente in corso di valutazione ambientale al MinAmbiente il progetto VENIS CRUISE 2.0 - Nuovo Terminal Crociere di Venezia - Bocca di Lido».

«E - concludono  Trieste che progetti presenta? Attualmente nulla di avveniristico. TTP dovrebbe adeguare il terminal esistente e realizzare almeno un finger, in modo da consentire ai passeggeri di salire e scendere dalle navi in maniera più rapida rispetto alle scalette. Trieste ha una vocazione crocieristica innata, quindi lo spostamento delle navi da crociera in quest'area non sarebbe solo a beneficio della stessa ma anche a vantaggio di Venezia, che godrebbe di un minor impatto ambientale e potrebbe comunque contare sull’afflusso di turisti provenienti da Trieste».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crociere, PD: «A Venezia saturazione, Porto Vecchio luogo ideale per accoglienza»

TriestePrima è in caricamento