Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Digitale terrestre, Ministro Guidi conferma alla Presidente Serracchiani piano frequenze regionale

La presidente Serracchiani veva manifestato l'esigenza di preservare il pluralismo dell'informazione televisiva ed il patrimonio di professionalità presenti nel sistema dell'emittenza televisiva regionale

La preoccupazione della Regione per la situazione in cui si trovano le emittenti televisive private del Friuli Venezia Giulia per la carenza di frequenze e per le interferenze causate da trasmissioni che giungono sul territorio regionale da parte di emittenti straniere, che recentemente la presidente Debora Serracchiani aveva manifestato direttamente al ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi, potranno trovare soluzione dopo l'entrata in vigore della legge nazionale di Stabilità 2015 (pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 29 dicembre), ha assicurato la stessa Guidi alla presidente della Regione.

Infatti, ha osservato il ministro, proprio nella legge di Stabilità (un unico articolo di legge, con ben 735 commi) viene previsto che entro 40 giorni dalla data di entrata in vigore della norma l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni «avvia le procedure per la pianificazione delle frequenze attribuite a livello internazionale all'Italia e non assegnate a operatori di rete nazionali per il servizio televisivo digitale terrestre per la messa a disposizione della relativa capacità trasmissiva a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale».

Sempre secondo la legge di Stabilità 2015, i relativi diritti d'uso delle frequenze disponibili saranno rilasciati a «soggetti operanti in ambito locale» sulla base di «apposite graduatorie» redatte dal ministero su scala regionale.

Si potrà così giungere, come il ministro Guidi ha confermato alla presidente Serracchiani, che aveva manifestato l'esigenza di preservare il pluralismo dell'informazione televisiva ed il patrimonio di professionalità presenti nel sistema dell'emittenza televisiva regionale, da un lato di rispettare la pianificazione internazionale delle frequenze, dall'altro di non disperdere i contenuti imprenditoriali locali e la conseguente tutela dei lavoratori e dei professionisti che concorrono alla produzione dell'informazione locale.

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