Martedì, 23 Luglio 2024
La discussione in consiglio comunale

L'asilo di Roiano trasforma l'aula: Brandi la maestra, Dipiazza mostra la lingua a Russo

La padrona indiscussa dell'aula è Angela Brandi, ex assessore alle Politiche dell'educazione e della famiglia, che accusa la delibera presentata dalla sua stessa maggioranza: " Chi ha proposto dovrebbe vergognarsi di averla scritta". L'imbarazzo tra i banchi della destra. Russo attacca e stuzzica il sindaco che gli mostra la lingua. Rossi dice che è "schifato da questa politica", Panteca gli dice che certe parole non si possono dire. Insomma, il racconto di come l'altra notte l'aula dove un tempo sedevano Almirante e Pannella non aveva quasi niente di adulto

TRIESTE - La solennità della pratica imporrebbe comportamenti impeccabili ma si sa, la politica ci ha ormai abituato a tutto. L'ultima scena in ordine di tempo è riferita a qualche sera fa quando, nell'aula di piazza Unità, va in scena il consiglio comunale. Tra le discussioni che più animano gli eletti - non in egual misura - c'è quella rispetto all'asilo nido di Roiano struttura che la giunta Dipiazza è intenzionata a privatizzare. Dai banchi della maggioranza c'è però la voce di Angela Brandi, ex assessore alla Scuola del Comune di Trieste , che non ci sta e prende a parole la stessa sua coalizione. Va tenuto bene a mente, nell'analisi complessiva di ciò che sta accadendo a Roiano, perché tra imbarazzi e rivendicazioni di coerenza, la politica triestina sta rischiando. 

Il gioco dell'opposizione, poi arriva Angela

L'opposizione fa il suo gioco - non sempre particolarmente brillante - e anche per i numeri dell'aula che sono tutti dalla parte del primo cittadino - la destra si allinea quasi sempre - prova a punzecchiare il primo cittadino. Prima di arrivare al momento della linguaccia del sindaco, la serata è particolarmente frizzante. Non nella maggioranza, assopita, quasi assente e, come detto, allineata. Ma Angela Brandi, dopo aver ricordato a tutti la sua "coerente" storia politica fin dai tempi del Fuam e del Msi - visto che si parla di scuola è sembrata una sorta di lezione ai novizi che dopo qualche mese di consiglio comunale già si sentono arrivati, touché - inizia il suo primo intervento così: "Nel programma elettorale della maggioranza non si diceva affatto che avremmo svenduto i servizi educativi del comune di Trieste, anzi, si diceva che li avremmo incrementati". Uno a zero per Brandi, con il collega di partito Alberto Polacco impassibile e il sindaco fuori dall'aula.  

Le parole della Brandi: "I conti non tornano"

"Non sono io che ho abdicato - seconda stoccata -, questa non è una delibera qualsiasi, non è corretto minimizzare. Qui non stiamo parlando di cedere un immobile ad un privato, stiamo parlando dello smantellamento dei servizi educativi, stiamo decidendo su carta di formaggio. Poi costruiamo un asilo con i soldi pubblici e lo diamo in mano ai privati? Perché? Ci sono 13 educatrici e nove educatori in graduatoria che potrebbero essere stabilizzati, ma una legge di qualche mese fa ha deciso che adesso per fare l'educatore ci vuole la laurea". Brandi poi ricorda che al momento della visita all'asilo - i lavori erano quasi ultimati - aveva chiesto ai funzionari la previsione rispetto all'apertura. "Si sono interrogati e imbarazzati, prima si era in attesa che iniziasse l'anno, poi che passassero le europee, fino a che esce dal cilindro questa delibera. I conti non tornano". 

Tre stoccate, Russo: "Dov'è la destra sociale?"

Spazio poi per la terza stoccata. "Chi ha proposto questa delibera dovrebbe vergognarsi solo per averla scritta". Prima dell'intervento della Brandi c'è quello di Francesco Russo. Lui e Dipiazza, tranne in occasione degli incontri pubblici dove i sorrisi si sprecano, non si sopportano. "Ti manderò l'album delle figure che fai" queste le parole del sindaco verso il dem; "il programma del sindaco è carta straccia" così Russo verso il primo cittadino. "Sento grande imbarazzo da parte della maggioranza - l'intervento di Russo - perché non sapete come uscirne, sono anni che a Roiano si sentono promettere che da lì a poco potranno iscrivere i propri figli all'asilo, ma siete arrivati in ritardo, neanche le promesse ormai. Ci sono troppre incongruenze e c'è l'imbarazzo di non riconoscere la politica del centrodestra, in circoscrizione i vostri stessi consiglieri vi smentiscono". Ma per Russo il vero punto è la destra sociale "vera padrona di questa maggioranza". 

L'affondo del dem

"Dov'è la destra sociale? Avete fatto arrabbiare anche l'Ugl, ma la destra sociale pontifica solo a parole sulla famiglia, ma siete imbarazzati perché volete che questa cosa scompaia prima possibile dal tavolo. Qual è l'idea del lavoro pubblico che avete, qual è l'idea della destra sociale?". Russo tira in ballo poi, con la collaborazione del collega Paolo Altin, il caso dell'offerta di lavoro di sei educatori per un asilo a Trieste, offerta di lavoro pubblicata (e poi scomparsa) da Euro&Promos. "Quella cooperativa ha doti di preveggenza assolute - continua Russo -, ma vi state arrendendo, questa delibera è una resa. Risparmiate qualche decina di migliaia di euro sull'educazione dei figli?". Il nodo centrale, per la destra, sono i costi. Ma se con gli educatori, da delibera, si arriva a poco meno di mezzo milione di euro, con l'inserimento del coordinatore pedagogico si sfonda il tetto dei 620 mila euro. "Costa davvero 140 mila euro un coordinatore pedagogico?" chiede Russo. 

L'intervento del sindaco

Il sindaco poi va dentro e fuori dall'aula. Quando è dentro, spalleggiato dal presidente del Consiglio comunale, prende la parola. "Sempre tutto contro, vedete, io non ho fatto il sindaco solo perché amo la mia città, ma perché amo il mio paese. Abbiamo tremila miliardi di euro di debito pubblico, ma di cosa stiamo parlando?". Il sindaco poi si avventura in un ragionamento liberista. "Guardate la sanità, quella pubblica più lavora e più costa, quella privata più lavora e più guadagna. Io dico che dobbiamo metterle assieme e pensare al bene del nostro paese". Nel racconto c'è spazio per la linguaccia del primo cittadino verso Russo, Rossi che chiede la sospensione dei lavori, con Panteca che riprende e zittisce per aver detto di essere "schifato da questa politica". Poi il giorno dopo Francesco Russo pubblica un post sulla linguaccia. "Dall'asilo di Roiano all'asilo in Consiglio comunale il passo è brevissimo". 

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