rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Dipiazza: «Trieste città metropolitana: migliori servizi, meno burocrazia e tutela delle minoranze»

17.07 - L'ex sindaco e ora consigliere regionale ha predisposto un emendamento al disegno di legge di riforma delle autonomie locali

«La kafkiana riforma delle Autonomie locali della Giunta Serracchiani invece di semplificare, moltiplica i centri di spesa e ingolfa la burocrazia con altra burocrazia, mantenendo nei fatti le quattro Province, divise in ambiti territoriali, realizzando sedici unioni di Comuni e mantenendo gli attuali 217 Comuni. Considerando le profonde differenze territoriali tra il Friuli e la Venezia Giulia, una reale razionalizzazione dell'apparato amministrativo dovrebbe passare, come primo atto, attraverso la trasformazione di Trieste in città metropolitana». Lo dichiara il consigliere regionale di Autonomia Responsabile Roberto Dipiazza, che ha predisposto un emendamento al disegno di legge di riforma con cui si istituisce la città metropolitana di Trieste.

«Con la legge regionale n.1 del 2006 - spiega Dipiazza - è già possibile istituire città metropolitane nelle zone comprendenti i Comuni capoluogo e altri Comuni contigui i cui insediamenti abbiano rapporti di stretta integrazione territoriale in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali, alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali, a condizione che la popolazione risultante non sia inferiore a 200mila abitanti».

«È evidente - continua Dipiazza - che Trieste città metropolitana oltre ad assicurare un miglioramento dei servizi ai cittadini, garantirebbe realmente anche la tutela delle minoranze presenti. Realizzare una città metropolitana con Trieste (208.000 abitanti) assieme a Duino Aurisina (10.000 abitanti), Muggia (13.500), San Dorligo (6.500), Sgonico (2.200) e Monrupino (800) permetterebbe sì di abbattere burocrazia e costi di gestione. Purtroppo, nei fatti, la volontà della maggioranza di centrosinistra è invece di moltiplicare i centri di spesa, perché se volesse realmente far funzionare bene le cose avrebbe già gli strumenti normativi per poterlo fare».

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dipiazza: «Trieste città metropolitana: migliori servizi, meno burocrazia e tutela delle minoranze»

TriestePrima è in caricamento