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Donna e lavoro, Bagatin (Pd): «Conciliare lavoro e famiglia, un impegno per Regione»

Consigliere regionale del Pd, Renata Bagatin: «In Fvg cresce solo l'occupazione femminile (+2,5%, pari a +5.300 unità)» fa sapere Bagatin. Segnale positivo è incoraggiante ma rimangono alcuni "differenziali di genere" da colmare

«La questione della conciliazione dei tempi lavorativi e famigliari, così come la riduzione della forbice di genere in termini di occupazione e salario restano tra le sfide principali non solo a livello nazionale, ma anche regionale per sciogliere i nodi in tema di donne e lavoro. Temi sui quali la Regione è già intervenuta in alcuni specifici settori con interventi di sostegno».

A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Renata Bagatin a margine del convegno "Restart Women 2.0" che si è tenuto oggi nella sede udinese della Regione, organizzato dall'associazione Intramoenia, finanziato dall'Unione europea e sostenuto dalla Regione Fvg e dall'Università di Udine. Nel corso del convegno è stato presentato il progetto Re-start che propone una piattaforma one line dove le donne potranno partecipare e accedere a diversi contenuti formativi.

«In regione, nel primo trimestre del 2016 aumenta il numero di occupati rispetto allo stesso periodo del 2015 e se a livello nazionale la tendenza positiva è dovuta all'andamento della componente maschile, in Fvg cresce solo l'occupazione femminile (+2,5%, pari a +5.300 unità)» fa sapere Bagatin.

«Se il segnale positivo è incoraggiante, rimangono tuttavia alcuni "differenziali di genere" da colmare. Si tratta di problematiche "storiche", che si sono in parte accentuate con la crisi". Infatti, i dati Istat confermano che la forbice tra uomini e donne rimane particolarmente ampia. Se nel 2015 il tasso di occupazione maschile medio era di 72%, quello femminile di 55,0%, nella fascia dei "giovani adulti" (25-34 anni) la differenza è tra un tasso maschile di 80,1% e uno femminile di 57,1%. Tra i motivi di questo divario oltre che la crisi, vi è da sempre l'impatto della difficoltà di conciliare i tempi lavorativi con quelli familiari».

«Si segnala il maggiore utilizzo del part time tra le donne ma soprattutto differenze salariali: i dati Inps fotografano per il Fvg un divario, nel 2015, di circa 17 punti percentuali tra uomini e donne. Una forbice che si amplia a 20 punti tra i dirigenti. E ancora l'abbandono del lavoro da parte delle madri lavoratrici».

«Quello, della conciliazione dei tempi, per il nostro Paese e la nostra regione rimane quindi una delle sfide principali. Risolvere in modo innovativo tale aspetto può incidere sui livelli occupazionali, sui livelli di reddito delle famiglie, ma può anche contribuire a rimuovere quella "diffidenza" di molte imprese nei confronti della forza lavoro femminile», sostiene Bagatin.

Sul "nodo" conciliazione «la Regione è intervenuta con contributi per abbattere le tariffe dei servizi educativi per la prima infanzia (in possesso di un Isee entro i 30 mila euro e con almeno un genitore residente o lavoratore in FVG da almeno un anno). Un altro intervento per la conciliazione è il sistema di sportelli del programma SiConTe, finalizzato a supportare le famiglie nella ricerca di soluzioni di conciliazione e servizi di incrocio domanda/offerta di collaboratori o collaboratrici familiari ("badanti")».

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