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il drone in dotazione alla Polizia locale di Udine

il drone in dotazione alla Polizia locale di Udine

Droni alla Polizia locale: lo strano asse Pd-Roberti evita la "rottura" nella maggioranza

La mozione del capogruppo della Lista Dipiazza Vincenzo Rescigno aveva oppositori anche tra le fila dei colleghi di maggioranza: tra tre mesi una relazione sul possibile utilizzo

Droni per la Polizia locale per scopi di sicurezza, controllo del turismo, dei confini e dei litorali, ma anche controllo degli edifici dopo le calamità naturali e trasporto di medicinali urgenti. Il capogruppo della Lista Dipiazza Vincenzo Rescigno ha presentato una lista di compiti attribuibili alle nuove tecnologie nella sua mozione appunto per fornire al corpo comunale droni come i colleghi di Udine («acquistati con finanziamento regionale, quindi senza esborso per le casse comunali», ha sottolineato Rescigno). 

Una mozione che già in commissione VI aveva trovato il pieno appoggio "ideologico", ossia per quanto riguarda l'impiego di nuove tecnologie, da parte di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione e il vicesindaco Pierpaolo Roberti, salvo però poi incappare nel disaccordo "operativo": «A mio avviso non sono ancora maturi i tempi senza un compito specifico; con gli stessi soldi adesso potremmo comprare strumenti di gran lunga più efficaci», aveva risposto Roberti supportato dal comandante della Polizia Locale Sergio Abbate: «Da un punto di vista tecnico a oggi il personale della polizia locale non è attrezzato né equipaggiato per il pilotaggio di un drone». La commissione si era poi chiusa con le critiche di Rescigno al vicesindaco: «Mi sorprende. Ho dato per scontato che alla base ci sono la prevenzione e la sicurezza che proprio lei combatte con il suo partito: mi stupisce che non ha colto al volo questa opportunità». 

Lunedì sera, nel corso del Consiglio comunale, c'è stato il "secondo round" con il capogruppo della Lista Dipiazza che ha nuovamente presentato la mozione all'Aula sottolineando che «la Polizia locale non era pronta neanche all'avvento dei telelaser» e poi ricordando tutti i comuni regionali e non che già fanno uso dei droni e gli usi specifici degli stessi. A questo punto sono cominciate a brillare le luci verdi dei microfoni dei consiglieri di opposizione, ma anche quelli della maggioranza per nulla d'accordo con Rescigno. A evitare lo "strappo" c'ha pensato il Partito democratico con un emendamento (accolto favorevolmente dal consigliere firmatario della mozione) che cambia l'impegnativa: «Avviare un approfondimento e uno studio di fattibilità, da presentare al Consiglio entro sei mesi dall’approvazione della mozione, sul possibile utilizzo da parte della Polizia Locale di uno o più droni per la videosorveglianza del territorio. La relazione dovrà esplicitare le possibilità di utilizzo compatibili con la normativa, i costi di acquisto, manutenzione e formazione del personale, la possibilità di accedere a finanziamenti regionali come già avvenuto per altri Comuni del Friuli Venezia Giulia, i requisiti richiesti agli operatori e alle operatrici che saranno chiamati a guidarli, i profili sindacali».

A questo punto le remore del vicesindaco Pierpaolo Roberti sono rientrate e si è alzato facendo propria la mozione evitando così la discussione della stessa in Aula. 

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