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Martedì, 5 Marzo 2024
Il caso Duino Aurisina / Duino-Aurisina

Altro che elegie, a Duino è sempre più baruffa. La Lega tira le orecchie a tutti, centrodestra nel caos

Non sortisce alcun effetto l'ultimo tentativo di riconciliazione tra Romita e la prima cittadina uscente.

Tra mal di pancia dichiarati e baruffe squisitamente partitiche a riscrivere le elegie duinesi c’han pensato la "guerra" tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. La querelle su chi sarà il candidato sindaco del centrodestra a Duino Aurisina va avanti – dopo che tra Massimo Romita e Daniela Pallotta ogni tentativo di ricucire lo strappo è molto lontano da soluzioni imminenti – ed assomiglia sempre più ad una telenovela politica, piuttosto che a reali manovre elettorali. “In questo momento sto andando all’Ater a risolvere problemi per i miei concittadini – così la sindaca raggiunta telefonicamente da TriestePrima – e comunque sono gli elettori che alla fine decidono, quelli sono i risultati che contano”. 

"Teatrino dell'assurdo": la Lega tira le orecchie agli alleati

Parole che fanno leva sul pragmatismo personale e che vengono salutate con spallucce da chi invece vorrebbe alzare l’asticella di un confronto basato soprattutto sui consensi di oggi. Nel quadretto duinese ha deciso di inserirsi anche la Lega, forte di una tanto insolita quanto importante propensione alla moderazione, nata e cresciuta in seno alla gestione pandemica. “La ricreazione è finita” questo il senso dell’intervento del suo segretario provinciale, Pierpaolo Roberti. Un Carroccio nella inedita salsa democristiana spinge per ricompattare la coalizione, ma minaccia, in caso non si trovi una soluzione, di “valutare ogni opzione per continuare a garantire il buon governo”.

Battibecchi pubblici e la geografia del controllo politico

La sensazione – ma è molto di più, visto che l’apparente e l'auspicata normalità tra Pallotta e Romita è scivolata in recenti battibecchi non solo privati, ma anche di carattere pubblico, leggasi manifestazioni sportive delle ultime settimane – è che dall’alto qualcuno abbia chiesto di smetterla proprio perché la colonnina di mercurio avrebbbe raggiunto temperature non così sopportabili. In quel caos creatosi negli ultimi mesi, tra accuse e ripicche, assenze calcolate e variazioni di bilancio fatte saltare, c’è un tema importante che va analizzato e che si rifà, necessariamente, alla geografia del controllo politico.

Perché Fratelli d'Italia non molla la presa

Claudio Giacomelli, segretario dei sovranisti giuliani sempre più in rampa di lancio, non vuole mollare la presa sul comune carsico e sorriderebbe ben volentieri all’idea di ridimensionare Forza Italia a livello provinciale. Dopo l’inaspettata vittoria di Paolo Polidori sull’insidioso campo muggesano, le forze centrifughe nel centrodestra sono state costrette a rimandare solo di qualche mese il match al loro interno. Ecco perché la partita di Duino Aurisina è decisiva non solo a riconfermare l’attuale amministrazione, ma anche e soprattutto a ridisegnare l’equilibrio provinciale del centrodestra nell’immediato futuro.

Senza l'unità il centrodestra rischia di perdere

Roberti parla di “teatrino dell’assurdo”, di “guerriglia tra due persone” e richiama ad un senso di responsabilità collettivo. Tradotto, senza l’unità dei partiti il centrodestra rischia di perdere e se succederà dovrete assumervi le responsabilità. Uno scontro che per il segretario della Lega, quando “si riduce alla pretesa di una poltrona è di dubbio gusto”. Dall’altro lato, oltre al piantare bandiere e rivendicare ruoli e posizioni, Gabrovec e compagni gongolano. E' troppo presto per parlare di vincitori e vinti, ma le manovre sono iniziate. Senza una intesa che metta da parte le contrapposizioni personali e le amibizioni politiche è difficile immaginare un centrodestra compatto. In fondo, scriveva Rilke: "Oh pensa che è, per due che si amano, logorare un po' la propria soglia di casa già alquanto consunta, anche loro, dopo dei tanti di prima, e prima di quelli di dopo, leggermente". 

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