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Educazione, Zilli: «Non si insegni l'omosessualità nelle scuole, tema resti a famiglia»

A dirlo, a margine dell'intervento del direttore dell'Ufficio scolastico regionale Pietro Biasiol in VI Commissione, è la consigliera regionale Barbara Zilli (LN): «Le famiglie hanno il diritto e il dovere di poter dire no a lezioni su tematiche delicate come l'omosessualità»

«Le famiglie hanno il diritto e il dovere di poter dire no a lezioni su tematiche delicate come l'omosessualità».

A dirlo, a margine dell'intervento del direttore dell'Ufficio scolastico regionale Pietro Biasiol in VI Commissione, è la consigliera regionale Barbara Zilli (LN). Barbara Zilli-2

«Qui non si tratta di spiegare ai ragazzi d'Annunzio piuttosto che un altro autore decadente - ha detto Zilli - ma di inserire all'interno dei programmi curricolari scolastici la spiegazione di tematiche delicate che devono invece rimanere in capo all'educazione familiare».

«In questo modo, viene a mancare il ruolo fondamentale della famiglia. Va bene, anzi, è auspicabile che nelle scuole si insegni il rispetto e l'accettazione delle diversità, ma un bambino - dice Zilli - non ha ancora sufficienti schemi mentali e culturali per comprendere fino in fondo e in modo maturo certe teorie».

«E comunque - conclude - la spiegazione di certe tematiche così delicate è un compito che non può e non deve essere demandato e
assunto dalla scuola, ma deve rimanere in capo alla famiglia».

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