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Elezioni politiche, FdI: «Per il Porto Vecchio, lavoro ai giovani, cancellazione della legge Fornero e la famiglia»

Fabio Scoccimarro, Walter Rizzetto, Salvatore Porro e Nicole Matteoni presentano il programma politico di Fratelli d'Italia in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo

 «Poiché il mio stile in politica è quello di portare avanti le proposte del mio movimento come nel caso della mia candidatura quale capolista in Senato o dello schieramento di centrodestra, oppure nel caso di portabandiera, della coalizione, non ho intenzione, neppure in questa astiosa campagna elettorale, criticare gli avversari politici, al contrario come nel caso di importanti progetti per il territorio ritengo si debba fare squadra». Un Fabio Scoccimarro propositivo all’odierna conferenza stampa di Fratelli d’Italia con i candidati alle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

«In particolare serve una forte iniziativa per lo sviluppo del piano strategico per il Porto Vecchio alla luce delle rinnovate franchigie ed opportunità. Nel caso specifico, al di là degli schieramenti politici bisogna fare sistema affinché si arrivi in tempi brevi ad un progetto condiviso – ha spiegato Soccimarro, candidato capolista al Senato proporzionale e coordinatore di FdI Fvg -. I tempi indicati in un discutibile lavoro di Ernst & Young Italia sono troppo lunghi, ma vanno ridotti coinvolgendo i privati e le loro risorse. Penso ad un grande terminal crociere in Porto Vecchio (con moli e diga che verrebbero inevitabilmente modificati per ospitare le giganti navi bianche), collocato direttamente in centro città senza disagi e con servizi adeguati – ha aggiunto Scoccimarro. Non possiamo aspettare 20 - 25 anni come suggerito nella costosa relazione degli “esperti”; altrove simili iniziative hanno tempi molto brevi, pur con i limiti delle nostre leggi e con i tempi della nostra burocrazia sono ottimista, purché si faccia squadra a prescindere dall’appartenenza».

Con il coordinatore regionale e candidato senatore, al gazebo di Fratelli d’Italia in largo Bonifacio, anche il deputato FdI e capolista alla Camera del collegio Fvg per il prossimo 4 marzo Walter Rizzetto: «La prima cosa che dovremo fare è cancellare la legge Fornero in questo Paese ormai svilito sotto l’aspetto del sociale, lavoro e appunto pensioni; una situazione creata dal susseguirsi di governi di sinistra che poco hanno a che fare con la sinistra ma più con le banche e le lobby; tante volte mi trovavo in parlamento a pensare di essere io di sinistra – ha ironizzato Rizzetto -. Questa non è un’Europa giusta, dove per esempio ai tassisti triestini viene portato via il lavoro dagli colleghi sloveni; l’Europa da ricostruire. Dovremo occuparci di Lavoro (come delle partite iva dimenticate negli ultimi 10 anni), Sociale, Disabilità e pensioni». «Fratelli d’Italia non vuole fare lo sparring partner o vaso di coccio neanche in regione – ha poi voluto chiarire Walter Rizzetto mandando un messaggio anche ai partiti della coalizione di centrodestra -. Fratelli d’Italia e una forza politica che sta crescendo costantemente grazie agli attivisti».

«Voglio ringraziare il mio partito per avermi permesso di candidarmi alla Camera: un messaggio per tutti che dimostra come Fratelli d’Italia investa sui giovani e Trieste – ha poi aggiunto la giovane candidata Nicole Matteoni, vice portavoce provinciale, Dirigente Nazionale Gioventù Nazionale -. I progetti che cercheremo di portare avanti si concentreranno sull’occupazione e aiutare i giovani ad emergere in un paese dove la disoccupazione giovanile è al 40%; vogliamo permettere alle giovani mamme e i giovani papà di poter comprare casa e formare la propria famiglia in serenità». «Ognuno ha il proprio ruolo. Io ho in me il ruolo della famiglia e portatore della fede Cattolica – ha poi aggiunto Salvatore Porro, candidato al Senato e attualmente consigliere comunale di Trieste -. Ovviamente la famiglia uomo - donna. E la nostra battaglia è quella aumentare le tutele verso famiglia cancellando l’iva sui prodotti dell’infanzia, ma anche il bollo auto perché una famiglia con 5 figli e costretta a comprare un furgone. Infine dobbiamo costruire case Ater con superfici maggiori agli attuali 97 metri quadrati perché solo a Trieste ci sono oltre 200 famiglie con 5 figli che non possono entrare in queste abitazioni».

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