Case Ater largo Nicolini, denuncia M5s: «Degrado assoluto, tra spaccio e abbandono»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Parcheggi delle case Ater di largo Niccolini, il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Paolo Menis: «L’agibilità non arriva e l’area è sempre più degradata. Non è accettabile che a pagare siano sempre e solo i cittadini di Trieste»

«È molto grave che, a quasi tre anni dalla fine dei lavori, i parcheggi delle case Ater di largo Niccolini non abbiano ancora ottenuto il certificato di prevenzione incendi e quindi la necessaria agibilità che riguarda i 37 posti di pertinenza degli alloggi e i 90 posti che il Comune gestirà a rotazione attraverso Esatto. Un ritardo causato dalla lentezza nel completamento delle modifiche relative alle dotazioni antincendio. È una situazione che sta provocando danni e disagi. Danni per il Comune che non può né inaugurare i parcheggi a pagamento né attivare le agevolazioni per i residenti. E disagi per ben 37 famiglie - molte con disabili - costrette a parcheggiare lontano da casa». Il candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle Paolo Menis mette in luce le difficoltà della giunta Cosolini nel completare la struttura di largo Niccolini.



«Sia chiaro, non tutti i cantieri sono “facili”, chi lavora sbaglia. Ma chi sbaglia paga - sottolinea Menis -. Non è accettabile che a pagare siano sempre e solo i cittadini di Trieste».

«Come se non bastasse non sono ancora stati dati in locazione i tre fori commerciali della struttura. Oltre all’evidente danno economico, in largo Niccolini c’è un “vuoto” cosmico riempito - diciamo così - da piccoli gruppetti di balordi che soggiornano indisturbati, sporcano, imbrattano muri e spacciano droga. Basterebbe invece aprire i tre negozi per ridare il giusto decoro all’intera area».



«Infine non si può certo sostenere che la struttura sia stata fatta ad opera d’arte. La scala condominiale e i ballatoi di accesso agli appartamenti sono aperti alle intemperie - ricorda Menis -. Purtroppo è stata scelta una soluzione architettonica che consente, infatti,
all’acqua di entrare fino dentro alle abitazioni che, in sostanza, hanno tutte l’ingresso su un’area aperta. Persino l’accesso all’edificio è veramente inguardabile – conclude il candidato sindaco - con due portoni in alluminio anodizzato e un piccolo atrio aperto dove si accumulano sporcizie di ogni genere».

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