Elezioni comunali 2016

Elezioni 2016 - Cultura, teatri e musei: le idee dei candidati sindaci

Settima intervista "multipla" ai candidati a sindaco delle amministrative del 5 giungo: "I dati parlano di un turismo in crescita in città, ma molto c'è ancora da fare: quali iniziative e progetti per rendere Trieste una vera e propria meta turistica? " (Cliccando sul nome del candidato è possibile vedere la sua video-presentazione)

cariniFABIO CARINI (Startup Trieste)

Favoriremo il ritorno dell’Operetta al Teatro Verdi solo se esaltata da una programmazione di alto profilo integrata con lirica e concerti. Il Teatro Rossetti, invece, sarà sempre più dedicato a manifestazioni impattanti sui giovani, a festival nazionali ed internazionali ed a musical di successo. Fondamentale è la valorizzazione di talenti locali, nel mondo artistico, che sempre più spesso sono costretti a lasciare Trieste perché qui non trovano spazio. Tra le proposte del nostro programma anche salotti culturali tematici e diversificati nelle aree periferiche ma anche al Mercato Coperto, struttura che dovrebbe essere dedicata e valorizzata per farla diventare un contenitore di cultura quotidiana, ovvero un contatto quotidiano tra il cibo della mente e quello del corpo. A questo scopo, già previsto l’insediamento di un assessore competente al quale spetterà il compito di ampliare il raggio di percezione della cultura a Trieste e portare in città i grandi protagonisti dell’arte a 360 gradi.

Cosolini Facebook PaginaROBERTO COSOLINI (Partito democratico, Verdi-Psi, Sinistra ecologia e libertà, Insieme per Trieste, Trieste città solidale e Slovenska skupnost)

In questi ultimi cinque anni possiamo senz'altro dire che la vita culturale e artistica di Trieste ha vissuto una stagione di grande vitalità. Il sistema museale ha visto nascere ben tre nuove istituzioni; il sistema bibliotecario ha avuto un forte incremento e ha promosso l'interessante fenomeno delle biblioteche diffuse; il Teatro Verdi e il Teatro Rossetti sono stati salvati e rilanciati dalla situazione critica in cui li avevamo trovati nel 2011. Abbiamo organizzato mostre importanti, organizzato grandi eventi e grandi concerti e consolidato il network dei festival cinematografici. Bene, continueremo  su questo importante percorso negli anni a venire accelerando i lavori di ristrutturazione della Biblioteca Civica a Palazzo Biserini; assumeremo un ruolo sempre più forte di coordinamento e promozione delle carie realtà culturali operanti sul territorio; favoriremo le iniziative nelle periferie; organizzeremo mostre, soprattutto di arte contemporanea, valorizzando gli spazi suggestivi di Porto Vecchio dove daremo vita al Museo del Mare che estenderà il suo potenziale attrattivo a tutta Europa.

DipiazzaROBERTO DIPIAZZA (Forza Italia, Lega Nord, Partito Pensionati, Lista Dipiazza, Fratelli d'Italia e Lista Stop prima Trieste)

La Cultura è un tema che va a braccetto con il turismo e merita un’opportuna organizzazione e pianificazione, che sono mancate in questi ultimi anni. A margine dei due principali eventi cittadini a carattere sportivo - Bavisela e Barcolana -, Trieste è priva di un progetto culturale che sappia attrarre turisti nel periodo da maggio a ottobre. L'obiettivo è dunque lavorare alla creazione di una programmazione culturale e di eventi a 360°, capace di valorizzare tanto il patrimonio storico quanto quelli enogastronomico e paesaggistico, i percorsi letterari e nuovi progetti connessi al turismo esperienziale. Un'occasione per mettere in vetrina e promuovere la città a livello nazionale e internazionale, stringendo un accordo di collaborazione con il Comune di Venezia: anche per questo ho già incontrato il Sindaco Brugnaro, individuando tra le priorità proprio le possibili sinergie in materia culturale. Il patrimonio culturale di Trieste e la ricchezza delle associazioni e dei volontari operanti nel settore non hanno purtroppo incontrato, in questi cinque anni, un'amministrazione che abbia saputo mettere a frutto le loro qualità. Serve pertanto una regia forte, con iniziative coordinate e strutturate su tutto il territorio comunale e una maggior collaborazione con gli operatori, a cui verrà destinata una Casa delle Associazioni, nella quale essi potranno beneficiare di spazi propri per ideare e condividere nuove proposte per la città. L’attenzione del Comune deve essere rivolta anche alla valorizzazione del patrimonio culturale esistente, e in questo contesto l’Amministrazione, attraverso una convenzione con Trenitalia, può prendere in carico il Museo Ferroviario, inserendolo nella rete dei musei cittadini e aiutare direttamente l’Associazione del dopolavoro ferroviario nella gestione.

maurizio-fogar-2-2-2MAURIZIO FOGAR (No Ferriera Sì Trieste)

So già che lo leggerete in pochi. Maurizio Fogar. Ogni giorno che passa fa emergere la pochezza, i luoghi comuni che la politica esprime in città. Sentite qua. Su una cosa sono d’accordo i tre candidati sindaci, ma anche gli altri li seguono a ruota, di Centrosinistra, Cosolini, di Centrodestra, Dipiazza, e del Movimento 5 Stelle, Menis: di accorpare l’assessorato con delega alla Cultura con quello al Turismo. A seguir le mode potrebbe per assurdo essere naturale. Appunto, a seguir le mode e superficialmente. Fare invece un ragionamento su cosa significhi oggi, più di ieri, invece una politica culturale sul territorio, e l’idea stessa di “cultura”, non li sfiora nemmeno alla lontana. Eppure basterebbe aver letto, nei primi anni Ottanta, i libri ed i saggi di Carlo Tullio Altan, uomo di sinistra e il principale docente di Antropologia dell’università italiana (prima la Sapienza a Roma e poi l’Ateneo di Trieste). Ma certamente, ne siamo consci, è pretendere troppo da questi candidati. Il Circolo Miani, di cui Altan fu socio fondatore, nacque invece nel 1981 anche proprio per mettere in pratica il concetto di cultura che Altan insegnava. Una cultura, anzi più culture diffuse, praticate quotidianamente dai cittadini perché vicine ai loro problemi di ogni giorno, radicate sul territorio dove la gente vive e che siano strumento ed aiuto fondamentale per la crescita e l’assunzione di scelte e decisioni dal basso nella nostra comunità. Quelle che Altan indicava con il termine di “culture con la c minuscola”, in contrapposizione a quella accademica, baronale, ingessata ed istituzionale con la “C” maiuscola. Detto questo, oggi una moderna politica culturale a Trieste, che voglia uscire dai soliti luoghi comuni (abbonamenti ai teatri, di prosa e lirici, visite ai musei, festival dei cinema d’autore che l’attore di sinistra Paolo Villaggio descrisse così bene nei suoi Fantozzi: la “corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”) deve partire dalla consapevolezza che la stragrande maggioranza dei triestini non ha mai messo piede al Verdi ed al Rossetti, non sa nemmeno dove sia il Museo Revoltella e figurarsi gli altri. Che insomma la Cultura, con la “C” maiuscola è appunto a Trieste un hobby, un rito ingessato, per pochi e sempre gli stessi, fino a morte, loro, fisica. Non ci pensano nemmeno alle iniziative realizzate alla fine degli anni Sessanta-primi Settanta dai vari Dario Fo-Franca Rame, Vittorio Gassman, Gigi Proietti, Cesco Baseggio, tutti uomini di sinistra, di portare il teatro dove la gente vive con i “teatri Tenda” nelle periferie di mezza Italia. Oppure le “estati romane dell’effimero” dell’assessore Renato Nicolini nelle Giunte di sinistra a Roma di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli ed Ugo Vetere. Per arrivare alla scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani e, udite udite, alla delibera del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Antonio Comelli (DC), che imponeva al neo istituito Teatro regionale Rossetti di far recitare le compagnie in cartellone anche sul territorio regionale nelle sale comunali minori. Così come pensare di aprire i musei, non solo nell’orario ma come strutture dove invitare le persone a ritrovarsi e discutere, ad organizzare corsi aperti e gratuiti di pittura, musica e quant’altro, anche su strada, all’interno di itinerari e percorsi che, partendo dall’uso di strutture ed immobili pubblici abbandonati da anni nelle periferie, coinvolga i triestini di tutte le età. Allora che ci azzecca il Turismo? Per chi avesse un’idea moderna e progressiva della cultura, la comprensione che questa è il mezzo imprescindibile per fornire alle persone che vivono il territorio gli strumenti e le capacità per decidere e scegliere il loro futuro, la loro vita, se un accorpamento va fatto, orbene questo è quello con il “decentramento ed il territorio”. Ma questi politici non hanno la cultura necessaria per capirlo. Come è triste Trieste se non si vota NO FERRIERA SI TRIESTE.

iztok-furlanic-2-2-2IZTOK FURLANIC (Sinistra unita)

La rete museale locale va strutturata in rete e collegata al circuito espositivo nazionale e internazionale. Trieste ha molti musei di qualità ma poco conosciuti. Proprio per questo si deve allestire una mostra annuale di richiamo che possa attrarre i turisti. Vanno promossi pacchetti turistici con realtà a noi vicine. In ambito musicale vanno sostenuti con ben diverso impegno i centri d'eccellenza presenti nel territorio.

marchesich-2GIORGIO MARCHESICH (Fronte per l'indipendenza)

La cultura di Trieste dai teatri e comprese tutte le manifestazioni inerenti al riguardo, spesso e volentieri bistrattata a causa dei pochi fondi (spesso a  favore del vicino Friuli), deve avere quegli investimenti necessari per esaltarne la sua storia e il suo passato mitteleuroepo.

paolo menis-4PAOLO MENIS (Movimento 5 Stelle)

Unificheremo l’assessorato Turismo e Cultura, con funzioni di coordinamento anche della promozione della città, individuando linee di prodotto specifiche, i pacchetti e gli itinerari tematici da proporre al mercato. Investire in cultura significa automaticamente attrarre anche visitatori, ripartendo dalle “incompiute”: restaurare palazzo Biserini sede della biblioteca civica e palazzo Carciotti. Il M5S vuole, assieme alle associazioni culturali, promuovere e sostenere almeno un grande evento culturale di respiro internazionale.

vito potenza-2VITO POTENZA (Lista Vito Potenza)

Il tema della cultura cresce  pari passo con il rilancio economico della città. Creando posti di  lavoro e rilanciando porto e commercio,Trieste sarebbe metà di interessi economici e non solo. A cascata si vedrebbero calcare i palchi dei teatri cittadini e non solo, volti sempre più autorevoli ed importanti. Questo creerebbe un volano di sviluppo per arte e cultura.

rosolen-3ALESSIA ROSOLEN (Un'Altra Trieste Popolare)

Siamo al cospetto di un potenziale inespresso che grida vendetta. Penso alla storia del legame di Trieste con il mare raccontata con il materiale del Lloyd Triestino, al sistema museale, ai grandi contenitori abbandonati. La sala Tripcovich ridotta a un groviglio di calcinacci è ammissibile? Il sistema museale viaggia clamorosamente sotto ritmo. Sotto il profilo della cultura, ci sono margini di crescita enormi. Porto Vecchio, per inciso, è un elemento centrale anche da questo punto di vista. La cultura riveste un ruolo primario, perché, al netto di alcuni cliché, genera economia, non è un capriccio elitario.

marino-sossi-3-2-2MARINO SOSSI (Sì-Sinistra per Trieste)

Avvicinamento della cittadinanza alla cultura in tutte le sue forme, valorizzando tradizioni locali e stimolando la partecipazione attiva, quale fattore decisivo per l'identità e la crescita della città. Utilizzo spazi pubblici per iniziative di carattere culturale con particolare attenzione alla qualità delle proposte, alla loro finalità culturale, educativa e sociale e snellendo le procedure burocratiche per l'assegnazione dei locali.

nicola-sponza,-candidato-sindaco-di-uniti-per-trieste-2NICOLA SPONZA (Uniti per Trieste)

Le posizione di UpT per quanto concercene la cultura è molto semplice. Riteniamo che la città abbia una buona offerta museale, il problema è la sciagurata gestione di quest'offerta. I nostri musei e poli attrattivi vanno pubblicizzati e servono investimenti che permettano agli stessi di autosostenersi economicamente parlando.   

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