Ferriera, Stop Prima Trieste: «Aperta nonostante contrarietà dei triestini, città continui proteste»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Fa scalpore la presa di posizione della governatrice della regione Fvg Deborah Serracchiani che con il suo recente intervento in "politichese" ha fatto capire che la ferriera continuerà a rimanere aperta, andando contro la volontà di oltre 5000 triestini scesi in piazza lo scorso 31 gennaio con il comitato 5 dicembre per chiedere il sacrosanto diritto a respirare aria pulita.

Dall'incontro con il sindaco Cosolini e l'assessore Laureni sono emerse parecchie incongruenze : in primo luogo sul fatto che l'arpa in questi anni non ha mai prodotto un documento che certifichi la composizione chimica delle polveri che ammorbano l'aria dei Triestini,secondo nonostante il sindaco durante l'incontro avesse professato con toni trionfalistici di aver diminuito l'inquinamento non si comprende allora come mai il limite di tolleranza delle polveri sia stato recentemente portato da 50 microgrammi per metro cubo a 70 se già con il vecchio limite nel 2015 gli sforamenti furono 148 a fronte dei 35 permessi dalla legge annualmente Infine per ammissione dello stesso assessore Laureni si è constatato che con il nuovo laminatoio a freddo vi sarà un incremento dell inquinamento acustico ed ambientale con un ulteriore aumento del disagio per gli abitanti che risiedono nel quartiere di Servola.

A questo punto come ha sottolineato il comitato 5 dicembre è tutto nelle nostre mani ed il 10 marzo vi sarà al caffe san marco alle ore 20 15 una nuova assemblea pubblica per discutere nuove forme di lotta visto che la politica locale continua a prendere tempo, la lista civica Stop Prima Trieste sarà presente a questa assemblea in quanto come ha sottolineato il nostro coordinatore Marco Prelz la salute pubblica è un bene prezioso ed è compito del primo cittadino tutelarla,ma putroppo questo non è stato fatto ignorando anche molte proposte per attuare una riconversione.Lo stesso Prelz aveva recentemente proposto la riconversione del stabilimento di Servola in maniera da tutelare i cittadini ed i lavoratori,solo con la bonifica ci sarebbero 20 anni di lavoro.

Va sottolineato che i Triestini non sono contro i 480 lavoratori che lavorano a Servola ma contro gli imprenditori che non attuando le norme ambientali mettono a rischio la salute dei cittadini e dei lavoratori stessi,non si capisce inoltre come mai a Trieste si continua da decenni ad immettere decine di milioni di euro di soldi pubblici per alimentare un rottame quando con gli stessi soldi, in diverse città europee molti stabilimenti siderurgici sono già stati convertiti da decenni ed al loro posto sono sorte aree portuali con centri commerciali incrementando i posti di lavoro,ma evidentemente Trieste resta la città del no se pol.

Marco Prelz

Stop Prima Trieste

I più letti
Torna su
TriestePrima è in caricamento