Immigrazione, Rosolen (Uatp): «Il modello dell'accoglienza indiscriminata ha fallito»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«L'immigrazione è una bomba sociale che non verrà disinnescata dalle omelie del centrosinistra. Il modello dell'accoglienza indiscriminata ha fallito su tutta la linea, Trieste scoppia di stranieri e la città merita una risposta finalmente chiara, incisiva, e realmente applicabile. Per questo è necessario stabilire una quota massima di stranieri ospitabili in città con un atto ufficiale.

La conferenza Stato - Regione ha fissato la soglia di sostenibilità a una percentuale del 2,19 per mille: il numero di immigrati non può valicare questo muro. 

A Trieste, viaggiamo su cifre che oscillano tra il doppio e il triplo di quanto stabilito, al netto degli irregolari, sui quali non esiste, ovviamente, nessun dato. Necessario chiarire, nero su bianco, che Trieste non è disposta a srotolare un tappeto rosso per agevolare l'invasione, ma, anzi, inaugurerà una nuova stagione di rigore e fermezza nei confronti dei flussi migratori. Non permetteremo che i nostri rioni si trasformino in tante piccole Molenbeek».  Rosolen3 Occhiali

Così Alessia Rosolen, candidata sindaco per Un'Altra Trieste – Popolare, nel rilevare che «il centrosinistra annega in un'orgia di retorica multiculturalista, ma altri partiti di opposizione propinano siparietti imbarazzanti, suggeriscono soluzioni inattuabili. Sull'immigrazione, ci sono responsabilità enormi di un'Unione Europea assente, che con la sua latitanza finisce per alimentare nostalgici rigurgiti populistici.

La pubblica amministrazione, ad ogni livello, deve dare il suo contributo per risolvere un problema che, mese dopo mese, si aggrava. Faccio notare – punge Rosolen – che ci sono amministrazioni locali a guida Pd che rifiutano di ospitare quegli immigrati che lo stesso Pd, in Regione e a Roma, vuole sparpagliare sul territorio».

Rosolen chiude chiarendo che «è gravissimo che l'Austria e altri Paesi pensino di salvarsi alzando muri e barriere ai confini. Grottesco che qualche politico nostrano inviti le istituzioni italiane a fare lo stesso: la maggior parte degli immigrati arriva dal mare, se mettiamo sbarramenti o recinti impediamo loro di andarsene. Penoso sparare soluzioni banali per problemi complessi».

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