Elezioni comunali 2016

Giardini pubblici, Matejka (Fdi): «Troppi immigrati, servono più controlli e tutele per i triestini»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

La fruizione di molti giardini pubblici cittadini è ormai quasi interdetta dalla presenza stanziale di immigrati e perditempo di varia estrazione, che rappresentano un brutto spettacolo, dissuadendo spesso le famiglie da portare i loro figli e fruire di questa diritto ed opportunità.
Tale problematica è molto sentita dai nostri concittadini, per questo crediamo che una presenza più costante delle forze dell'ordine e dei vigili urbani dovrebbe restituire queste aree agli anziani e alle famiglie, che in ambito urbano necessitano come il pane di queste polmoni verdi dove far giocare in maniera sana e tranquilla i loro figli.
La presenza di un sempre crescente numero di persone che girano a gruppi e che sembrano passare il loro tempo ad osservare e scrutare i passanti e a giocare con i cellulari acquistati e alimentati con i soldi pubblici, indispettisce la nostra popolazione che si sente nel contempo minacciata e derisa.
Riceviamo, inoltre, quotidiane lamentele sugli effetti sempre più generalizzati di degrado, con conseguenti potenziali svalutazioni immobiliare a cui sono soggetti i quartieri cittadini o le aree dell'altipiano dove la sinistra cittadina sta applicando il suo folle teorema dell'accoglienza diffusa.
Questo sistema rappresenta ormai una vera e propria roulette russa per i proprietari di immobili della nostra città che vedono minacciati costantemente i frutti di così tanti sacrifici personali o famigliari.
E' una menzogna che non vi era opportunità di opporsi ai diktat governativi. Per assicurare la ricandidatura la giunta cosoliniana ha piuttosto assicurato il suo tributo di servizi al Renzi amico dei migranti economici.
L'idea che abbiamo noi di integrazione parte da una presa di coscienza forte di quali siano i valori che contraddistinguono la nostra cultura, secoli di conquiste civili che questi soggetti devono avere l'opportunità di conoscere e comprendere se desiderano anche solo di venir accettati dalla nostra collettività.

La sinistra ha lottato congiuntamente per l'abolizione dei cpt e cie, paragonati dai "benevoli" contestatori di partito democratico, sel e centri sociali, alla stregua di lager.
L'alternativa sono questi disorganici concentrati che saranno il frutto di un buonismo inconcludente se non apertamente dannoso.
Non crediamo che l'attuale amministrazione, né la sinistra in senso più ampio abbia i mezzi ne la volontà di trasmettere queste nostre tradizioni di civiltà ai migranti. L'assurdo è che sindaco e presidente della regione ritengono piuttosto che questi debbano insegnare qualcosa a noi tutti, non viceversa.
Un modello quale quello proposto non è null'altro che una bomba ad orologeria posta nel cuore delle nostre città.

Non desideriamo che Trieste diventi nuovamente scenario di una guerra tra etnie e bande, una realtà sempre più attuale che nulla ha a che vedere con la visione impolverata, inattuale della presunta interculturalità di Trieste, sempre più spesso scudo ideologico farlocco di questa sinistra.
Questo concetto della multiculturalità triestina, che è diventato ormai un "luogo comune", venne generato in una delle epoche più floride dell'economia cittadina quando comunità portatrici di imprese, benessere e idee propositive si installarono nella nostra città, dando un utile contributo alla sua modernizzazione.
Questo non ha nulla a che vedere con quanto stiamo vivendo oggi, dove la prospettiva è invece di veder regredire la nostra civiltà.
Se nemmeno di fronte a queste evidenze il tandem Cosolini/Serracchiani sono disposti a fare retromarcia rispetto a questa politica li aspettiamo al varco delle prossime ed imminenti elezioni comunali.


Diego Matejka
Candidato al Consiglio Comunale di Trieste per Fratelli D'Italia

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