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Lunedì Matteo Salvini a Trieste, Bandelli (UatP): «Comunista padano, collezionista di poltrone»

Intervento di Franco Bandelli di Un'Altra Trieste Popolare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima 

«Collezionista di poltrone, dal 1993 a oggi Matteo Salvini è stato consigliere comunale a Milano, deputato a Roma, europarlamentare. Al parlamento del Nord di padana memoria, rivendicava orgogliosamente la sua matrice di sinistra, e aderiva al gruppo dei comunisti padani, con tanto di simbolo con falce e martello. Da leoncavallino secessionista, oggi Salvini sgomita per interpretare il ruolo di leader della destra italiana. Non posso pensare che i triestini, abituati a politici di ben altro spessore, si lascino incantare da questo arruffapopoli».

Così Franco Bandelli, candidato per Un’Altra Trieste Popolare a sostegno di Alessia Rosolen, dà il suo personale benvenuto a un politico (Matteo Salvini sarà a Trieste lunedì 23 maggio alle 19 in piazza della Borsa ndr.) «che, eufemisticamente, definirei eclettico. La passione per la politica lo spinge a occupare ruoli pubblici da 23 anni, e bisogna dargli atto di avere fantasia: cosa dire di un comunista antitaliano che pretende di raccogliere l’eredità di Almirante?».  bandelli-2

Ancora Bandelli: «Salvini è cresciuto a pane e Padania, in un partito profondamente di sinistra: Bossi era iscritto al Pci, Maroni a Democrazia Proletaria. La Lega, negli ultimi anni, ha scoperto di essere nazionalista e patriottica: quello stesso Tricolore che i padani volevano mettere nel cesso – testuale- adesso è improvvisamente una bandiera da sventolare con orgoglio. Siamo compiaciuti della svolta, ma abbiamo il sospetto che i leghisti siano disposti a tutto per racimolare voti. Quindi, non vorremmo che Salvini facesse come quei pescatori che buttano la rete a strascico e imbarcano tutto, con l’unico obiettivo di garantirsi altre poltrone, ma senza credere neanche lontanamente ai valori che hanno contraddistinto la destra. Non basta scimmiottare Marine Le Pen per essere un leader di destra». 

Chiude Bandelli: «Ovviamente, nessuno dimentica che la Lega Nord del Fvg, storicamente, strizza l’occhio alla sinistra. A metà anni ’90, ricordiamo la giunta Cecotti, in cui padani e Pds andavano a braccetto. I fanatici del friulanismo sono sempre stati alleati della sinistra. I giri di valzer della Lega possono, al massimo, fare tenerezza, ma la credibilità è un’altra cosa».

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