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Elezioni 2016 - Porto Vecchio: cosa ne pensano i candidati a sindaco

Quinta intervista "multipla" ai candidati a sindaco delle amministrative del 5 giungo: "Porto Vecchio, reale possibilità per la città?" (Cliccando sul nome del candidato è possibile vedere la sua video-presentazione)

cariniFABIO CARINI (Startup Trieste)

Lo sarà solo nel momento in cui, messi da parte i trenini per bambini e affini, ci troveremo di fronte ad un progetto vero e non ad inutili show elettorali, peraltro molto male concordati con un advisor totalmente impreparato su Trieste. Punto uno, senza infrastrutture di trasporto in grado di veicolare le masse a Trieste sarebbe uno sforzo inutile che rischierebbe di svuotare il resto della città e portare il Comune sull’orlo del fallimento. Punto due, il punto franco va mentenuto per sviluppare un’area commerciale agevolata. Punto tre, solo a queste condizioni si può parlare di nautica, università, scienza, cultura attiva, congressi e città dello sport.

Cosolini Facebook PaginaROBERTO COSOLINI (Partito democratico, Verdi-Psi, Sinistra ecologia e libertà, Insieme per Trieste, Trieste città solidale e Slovenska skupnost)

Finalmente, dopo decenni di attesa e di paralisi, la vasta area di Porto Vecchio è ritornata alla città grazie all'importante lavoro di squadra che abbiamo svolto in questi anni ed è oggi una grandissima opportunità per il futuro e l'economia  di Trieste. A valle del piano strategico che l'advisor Ernst & Young sta delineando e della consultazione con i cittadini, quello che è il più grande spazio di rigenerazione urbana sul mare di tutta Europa si avvierà. Portualità, cantieristica, turismo, tecnologie dell'economia del mare, cultura, grandi eventi, attività di ricerca, imprese innovatrici. Queste le attività che Porto Vecchio potrà ospitare, assieme a un grande Museo del Mare e a un grande parco pubblico sul mare dove passeggiare e fare sport.

DipiazzaROBERTO DIPIAZZA (Forza Italia, Lega Nord, Partito Pensionati, Lista Dipiazza, Fratelli d'Italia e Lista Stop prima Trieste)

Lo dico da sempre, in tutte le sedi e a tutti gli interlocutori. Aver tenuto chiusa la “città proibita” del Porto Vecchio è stato  – e lo è ancora, nonostante la sdemanializzazione - un danno enorme. Il recupero di un’area così strategica della città passa attraverso un percorso di condivisione con i cittadini, perché le possibili ricadute riguardano aspetti sociali, economici, occupazionali e culturali. Il restauro dei preziosi immobili può consentire di avvicinare a Trieste nuove iniziative imprenditoriali, capaci di coinvolgere realtà e lavoratori locali nella realizzazione degli interventi, sull’esperienza di quanto fatto a livello internazionale, legate sicuramente alla cultura del mare, ma anche al turismo, ai congressi, alla scienza, all’alta formazione. 

maurizio-fogar-2-2-2MAURIZIO FOGAR (No Ferriera Sì Trieste)

Le fortune di Trieste sono legate al Porto. Oggi con la piattaforma logistica bloccata dalla discarica abusiva della Ferriera e con la necessità di riservare tutte le già piccole aree che si affacciano sul mare alla portualità. Non serve una speculazione immobiliare in una città che oltre 18.000 appartamenti attualmente vuoti e sfitti.

iztok-furlanic-2-2-2IZTOK FURLANIC (Sinistra unita)

La sdemanializzazione, peraltro da completare normativamente, deve essere occasione di sviluppo di progetti di riuso dell’area senza stravolgerne, per interessi puramente speculativi, l’impianto esistente. Particolare attenzione va data a creare spazi per l’imprenditoria di alto livello scientifico, alla piccola industria del mare, al riuso degli spazi per strutture museali ed espositive (Parco del Mare ecc.), a spazi per lo sviluppo di iniziative culturali e di svago giovanile, a progetti di ormeggi e accoglienza per turismo nautico di alto livello.

marchesich-2GIORGIO MARCHESICH (Fronte per l'indipendenza)

Il Porto Vecchio lasciato in completo abbandono da tutti fino ad oggi, andrebbe rilanciato con l'applicazione integrale dell'allegato VIII del Trattato di Pace tutt'oggi vigente. "Trenini" e "speculazioni edilizie" proposte dagli attuali  politici italiani nel Porto Vecchio sono solo fantapolitica.

paolo menis-4PAOLO MENIS (Movimento 5 Stelle)

Come dicevo, Trieste può godere dei vantaggi del Punto Franco Internazionale che può diventare uno strumento fondamentale per il rilancio economico della città e della regione. Quindi sì all’insediamento in quell’area di aziende di trasformazione, sì alle attività legate al mare, sì all’insediamento di servizi e spazi dedicati all’Università, alla Ricerca e alle realtà scientifiche del nostro territorio. Diciamo fermamente no, invece, all’uso residenziale di quell’area perché si rischierebbe di creare un nuovo quartiere fantasma.

vito potenza-2VITO POTENZA (Lista Vito Potenza)

Progetto del porto impossibile da sviluppare in quanto zona extra-territoriale non soggetta a sovranità italiana. Noi chiediamo ai sensi della legge 3054/1952 l'applicazione integrale dell'allegato VIII ivi inclusa la costituzione di una commissione internazionale come previsto dall' art.21.

rosolen-3ALESSIA ROSOLEN (Un'Altra Trieste Popolare)

La rinascita di Porto Vecchio è l’opportunità di sviluppo economico e culturale irrinunciabile. Dopo decenni di paralisi, siamo vicini alla svolta, ma non dobbiamo cedere alla tentazione di inseguire utopie indipendentiste. Ci sono progetti approvati, piani ambiziosi ma contestualmente attuabili solo da mettere in pratica. Destinazione residenziale solo residuale, Porto Vecchio diventi sede di servizi turistici e universitari, oltre che centro nevralgico economico.

marino-sossi-3-2-2MARINO SOSSI (Sì-Sinistra per Trieste)

Riutilizzo dell’area destinandola ad uno sviluppo produttivo e secondo un processo informato. Piano strategico che definisca ammontare, fonti ed ammortamenti degli investimenti, tempi di realizzo, risultati attesi e piani occupazionali. Rifiuto di qualsiasi ipotesi di residenzialità o di mera speculazione edilizia.

nicola-sponza,-candidato-sindaco-di-uniti-per-trieste-2NICOLA SPONZA (Uniti per Trieste)

Per quel che riguarda la nostra posizione su porto vecchio, riteniamo che esso debba essere riconvertito in na destinazione d'uso produttiva di basso impatto ambientale. Va fatta una premessa. I famosi 50 milioni di euro destinati al porto vecchio, sono stati stanziati dalla Cipe e hanno una finalità ed un utilizzo esclusivo dedicato alla ristrutturazione conservativa di beni beni vincolati dalle belle arti. Per parlare chiaro ai cittadini, è bene che si sappia che quei soldi non sono utilizzabili per la costruzione dell'urbanizzazione primaria, che sarebbero totalmente a carico delle casse comunali. Fatta questa premessa, il giorno 27 maggio sarà presentato in molo IV ALLE ORE 16.00, un progetto autofinanziato da una cordata di storici imprenditori triestini della cantieristica navale. Questo progetto, denominato progetto TMY, prevede la riqualisficazione dell'area a mare del porto vecchio in una marina di yacht di oltre 50 metri, e la creazione di una strada che colleghi questa marina alla città. In 6 mesi dall'inizio dei lavori, saranno pronti i primi 50 posti barca. Il progetto prevede inoltre la bonifica del torrente Chiave  e degli sfioratori che arrivano nei bacini, liberando le casse comunali da un altra spesa ingombrante.

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