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Primarie Pd, Russo: «Aperte e gratuite». Replica di Nesladek: «Impossibile, costi da coprire»

il senatore Francesco Russo: «Abbassiamo a 1 euro il contributo o rendiamolo gratuito per gli under 25 e per chi non ha un lavoro». Nerio Nesladek «i partiti che hanno promosso questa consultazione vivono soltanto di contributi dei loro iscritti»

«Le primarie sono lo strumento che differenzia il Partito Democratico da tutti gli altri partiti italiani. Sono una festa della democrazia, della partecipazione, della voglia da parte dei cittadini di essere protagonisti delle scelte che li riguardano. Fin da principio, ho chiesto che questa festa della democrazia fosse gratuita: i due euro sono una barriera che scoraggia molti dal partecipare».

Lo rileva il senatore Francesco Russo.

«Mi è stato risposto che organizzare le primarie ha dei costi. Lo so bene. Se è così, però propongo al mio Partito, uno sforzo di trasparenza in più per aiutare anche i cittadini a capire che questa non è un’operazione, come dicono alcuni “per guadagnare dei soldi alle spalle degli elettori”. Come si fa nelle società serie, facciamo un bilancio preventivo che tenga conto dei reali costi delle primarie e rendiamolo pubblico. Questo sicuramente aiuterebbe a capire il perché dei due euro. E se magari scopriamo che i costi sono più bassi di quanto inizialmente stabilito, abbassiamo a 1 euro il contributo o rendiamolo gratuito per gli under 25 e per chi non ha un lavoro. Dal punto di vista della forma e della sostanza sarebbe un messaggio chiaro e apprezzato».

«Se così non fosse, mi impegno io a organizzare una raccolta di fondi per rimborsare, dopo il voto, chi lo richiedesse fra gli under 25. Sempre che, però ci sia la volontà politica di far partecipare più cittadini possibile. Da alcuni segnali che arrivano dalla segreteria del mio Partito non sembra essere questa la linea. Ancora una volta, con un’imposizione, si è decisa la composizione e la dislocazione dei seggi. Malgrado io avessi proposto oltre ai 14 previsti (tra l'altro meno delle scorse primarie) almeno tre ulteriori sedi gratuite – è evidente che più sedi ci sono più si agevola e si incentiva la partecipazione – mi è stato risposto di no. Senza una motivazione».

«Io mi batterò affinché possano votare più cittadini possibili. Perché la partecipazione è uno dei pilastri della democrazia. La segreteria del mio Partito e tutti i big che appoggiano Cosolini, invece, sembrano non pensarla così. Per un motivo molto semplice: sanno che se votano in tanti vinco io. E questo sembra far loro decisamente paura». 

A stretto giro è arrivata anche la risposta di Nerio Nesladek, segretario cittadino del Partito Democratico che, intervistato dal tg di Telequattro, ha affermato che «il numero dei seggi è stato definito di comune accordo in un organismo che si chiama ufficio di presidenza, dove anche il senatore Russo è rappresentato, per cui non capisco questa polemica così forte. È ben vero che un rappresentante ha fatto la richiesta un unico ulteriore seggio aggiuntivo, ma va detto che tecnicamente la sua realizzazione presentava delle difficoltà. È stata insomma una decisione presa da tutti». 

Riguardo poi i due euro per poter votare alle primarie Nesladek afferma che «i partiti, che hanno promosso questa consultazione, vivono soltanto di contributi dei loro iscritti. Evidentemente il senatore Russo ha dei mezzi che i partiti non hanno». 

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