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Lunedì, 29 Novembre 2021
Elezioni comunali 2016

Uniti per Trieste incontro con il segretario provinciale del Sindacato autonomo di Polizia

Per il cittadino la percezione della presenza delle forze dell'ordine in città, è un elemento di fondamentale importanza. Uniti per Trieste ritiene che il Sindaco abbia il dovere di intervenire con decisione; Il nuovo Sindaco dovrà impegnarsi a far sentire le proprie ragioni, presso le sedi competenti, allo scopo di far aumentare la capillarità degli agenti nella nostra provincia.

NOTA - Comunicato stampa di Uniti Per Trieste.

Ringraziamo Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del SAP, Sindacato Autonomo di Polizia, per aver accettato l'invito rivoltogli da UpT, per un confronto sul tema sicurezza.

Il segretario del SAP, ci ha spiegato con chiarezza alcune delle criticità con le quali le forze dell'ordine debbono confrontarsi giornalmente, per garantire l'ordine pubblico a Trieste.

Dopo il 1981, con il passaggio della polizia da militare a civile, si è resa necessaria la creazione di un sindacato "autonomo" che si occupasse solo ed esclusivamente della tutela dei poliziotti e che si tenesse al di fuori delle logiche e dinamiche delle organizzazioni confederali sindacali dei lavoratori (CGIL-CISL-UIL), inadatte a salvaguardare appieno la peculiarità della loro professione e soprattutto che sostenesse l'equidistanza da tutte le forze politiche quale valore irrinunciabile nell'azione di rappresentanza dell'operatore di polizia.

Già all'epoca il SAP rivendicava nella sua natura la necessità di una legge dello Stato, approvata poi negli anni scorsi, che sancisse la "specificità" dei "professionisti della sicurezza" rispetto ai lavoratori del pubblico impiego.

Le tematiche toccate sono state molte, il segretario del SAP ci ha fornito un quadro molto chiaro di quelle che sono le posizioni della sua organizzazione sindacale, ci ha aperto gli occhi su alcune tematiche da noi stessi sottovalutate in questa campagna.

Per cominciare il SAP stesso si fa da tempo promotore di quell' indicazione della comunità europea, che propone l'istituzione di un'unica forza di polizia a ordinamento civile.

L'unificazione delle 7 forze di polizia (5 nazionali e 2 locali), andrebbe certamente a razionalizzare l'amministrazione burocratica e gli apparati degli organi di sicurezza, che così riorganizzata permetterebbe di recuperare e dispiegare più agenti sul territorio garantendo una maggiore e più capillare azione di prevenzione e controllo.

Tamaro ha avuto poi modo di spiegarci come la Polizia di Stato, negli ultimi 10 anni abbia visto una sua decurtazione di quasi 300 unità nel capoluogo giuliano (di cui ben 150 unità derivanti dalla dismissione dei valichi confinari), decurtazione che inevitabilmente ha gravato pesantemente sul corpo della polizia, corpo per altro in forte carenza di mezzi e dotazioni e con un'età media troppo elevata, per la tipologia di professione, vicina alla soglia dei 50 anni.

Per il cittadino la percezione della presenza delle forze dell'ordine in città, è un elemento di fondamentale importanza. Tanti episodi criminosi e di inciviltà sono spesso il frutto della certezza di rischiare poco o nulla infrangendo la legge.

Ci è stato portato un esempio semplice ma estremante chiaro per spiegare quelle che sono alcune delle problematiche della nostra città:

In risposta all'emergenza immigrati che infiammato il panorama europeo, ci ha fatto impressione il paragone tra la nostra zona di confine e quella del Brennero.

In Austria infatti per un valico di un paio di chilometri, lo stato membro anch'esso della Comunità Europea, ha stanziato 50 poliziotti di rinforzo affiancati da 60 militari. Nella nostra provincia ci sono quasi 30 valichi dismessi, per un perimetro di confine di oltre 54 chilometri, perimetro per altro ricco di potenziali ingressi non segnalati. Per questo territorio sono stati stanziati 35 militari di supporto alle forze di polizia.

Ora la domanda sorge spontanea, per un confine così vasto, 35 uomini in più possono essere sufficienti a bloccare i flussi migratori?

Uniti per Trieste ritiene che il Sindaco abbia il dovere di intervenire con decisione; è compito suo infatti quello di andare a richiedere con forza al Prefetto l'invio di nuove forze dal Governo centrale per garantire la sicurezza del territorio.

Facciamo ora un ultima considerazione per quanto concerne la pura competenza del Sindaco in materia di sicurezza.

UpT ritiene che il corpo della polizia locale vada potenziato, tanto da garantire una presenza sul territorio degli agenti h24.

Il nuovo Sindaco dovrà impegnarsi a far sentire le proprie ragioni, presso le sedi competenti, allo scopo di far aumentare la capillarità degli agenti nella nostra provincia.

Il comune deve impegnarsi ad individuare una struttura comunale idonea, per la realizzazione di un nuovo e moderno poligono di tiro che permetta a tutte le forze dell'ordine di allenarsi sul tiro dinamico, allo scopo di poter addestrarsi in condizioni simili o comunque più reali possibile per poter fronteggiare al meglio la criminalità o il terrorismo.

Riteniamo che questi siano alcuni basilari impegni che il prossimo Sindaco di Trieste dovrà portare a compimento.

Il periodo storico che stiamo vivendo, ci impone di restare Uniti per Trieste, perché solo uniti possiamo tutelare i nostri diritti.

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