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il sindaco Dipiazza con il suo setter inglese Ted

il sindaco Dipiazza con il suo setter inglese Ted

Tassa sui cani non sterilizzati, Dipiazza: «Assolutamente contrario»

L'emendamento proposto nella Finanziaria 2017 dal deputato Pd Michele Anzaldi ha scatenato grosse polemiche sul web. Il sindaco, che diventerebbe "l'esattore" del tributo ironizza: «Ora tassiamo pure i cani?»

«Non ho letto l'emendamento, ma adesso andiamo a toccare pure i cani? Agli immigrati diamo tutto, agli italiani e ora anche ai cani niente, anzi li tassiamo».

Ironico, ma chiaro nel suo dissenso il commento del sindaco Roberto Dipiazza all'emendamento proposto dal deputato Pd Michele Anzaldi alla legge di Bilancio che ha superato l’esame di ammissibilità e la cui notizia da ieri sta rimbalzando sui social riscontrando il disappunto dei proprietari e amanti dei cani. Tra i proprietari dei fedeli amici a quattro zampe dell'uomo c'è anche il primo cittadino di Trieste (che ha un setter inglese di nome Ted, uno degli oltre 17 mila cani registrati a Trieste) e che appunto manifesta tutta la sua contrarietà: l'emendamento prevederebbe che siano proprio i comuni a riscuotere la tassa.

Secondo il deputato Pd la nuova imposta dovrebbe contrastare il randagismo, che secondo una proiezione dei dati ufficiali conterebbe 750 mila randagi in Italia per un costo di circa 5,25 miliardi all’anno. Anzaldi sottolinea che si tratta di «una proposta concreta per promuovere la cultura della sterilizzazione ed evitare che centinaia di migliaia di cani debbano finire nelle "prigioni" dei canili che costano ai comuni dai 3 agli 8 euro al giorno (dai mille ai 3 mila euro l'anno); senza considerare i bandi straordinari, come le spese del SSN per anagrafe, sterilizzazioni, profilassi, farmaci, visite, test e cure di malattie, antiparassitari». «Se si procede con la sterilizzazione, certificata dai medici veterinari abilitati ad accedere all’anagrafe regionale degli animali di compagnia – aggiunge – non si sarà tenuti a pagare il contributo». L’emendamento dispone poi che siano “esentati" dall’imposta alcuni cani di pubblica utilità

Contrario anche l'assessore comunale con la delega alla zoofilia Michele Lobianco che la ritiene «una scelta delirante e pericolosa: pensano di pagare gli 80 euro e i vari bonus sulla pelle dei cani? Se passasse questo emendamento si aumenterebbe il randagismo a causa di persone senza scrupoli e chi non ha soldi per pagare», sottolinea arrabbiato l'assessore.

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