«Evento negazionista delle Foibe con il patrocinio del Comune di Orvieto», sdegno sui social

Diventa virale il messaggio di protesta dell'assessore comunale Lorenzo Giorgi contro una mostra sui crimini del fascismo in Jugoslavia inaugurata nella città umbra il 10 febbraio, giorno dedicato alle vittime delle foibe

Una mostra sui crimini del fascismo in Jugoslavia dal 1941 al 1945 inaugurata il 10 febbraio, ossia nel "giorno del ricordo", istituito in commemorazione delle vittime delle foibe. L'iniziativa "Testa per dente", patrocinata dal comune di Orvieto, si propone di «Aiutare gli italiani di oggi a imparare dalla storia per non ripetere gli stessi errori, e a recuperare quei valori della Resistenza antifascista», e questo per contrastare una presunta forma di «revisionismo, la sistematica manipolazione dei fatti (negati, inventati, destrutturati a seconda dei casi), nel tentativo, tutto politico, di sostituire alla storiografia scientifica e critica una mitologia utile a garantire il consenso sociale intorno ai gruppi dominanti, specie in periodi di crisi come l’attuale».

L'evento non è passato inosservato agli occhi dell'assessore comunale al commercio Lorenzo Giorgi, che ha colto un intento quantomeno provocatorio nella scelta del 10 febbraio come data d'inizio e nel dichiarato intento di sbugiardare un presunto revisionismo storico. Giorgi ha quindi proposto ai triestini una protesta "social", esortando a postare sulla pagina Facebook del Comune di Orvieto una dichiarazione di publico sdegno: «Egregio signor Sindaco, oltre che dimostrare una sensibilità istituzionale nulla, Lei offende centinaia di migliaia di persone che hanno vissuto l’emarginazione dell’Esodo dalla terre di Istria, Quarnaro e Dalmazia». 

La bacheca del Comune di Orvieto è stata presto sommersa da giudizi negativi e dal messaggio di Giorgi, copiato e incollato fino a diventare virale, il quale cita alcuni degli orrori legati alle foibe di Basovizza. Così l'assessore si rivolge al sindaco della città umbra: «È come se Lei sputasse su: Norma Cossetto, legata ad un tavolo stuprata da 17 persone, scaraventata, insieme ad altri sventurati, nella foiba di Villa Surani con un pezzo di legno nei genitali; Don Angelo Tarticchio, riesumato nudo con una corona di spine sulla testa ed i genitali tagliati e conficcati in bocca»

«Nel sottolineare che il Maresciallo Josip Broz detto Tito ha sul groppone 570.000 uccisioni (13° nella classifica dei criminali del ‘900) - inveisce Giorgi - , desidero farla riflettere sul fatto che non dovrà stupirsi se sorgerà una nuova stagione dell’odio, poiché Lei ne contribuisce alla nascita ed alimenta, concedendo spazio a simili manifestazioni, il contrario dei valori che la Memoria, tutelata da due leggi dello stato (la 20/200 e la 92/2004) si affatica a trasmettere, ovvero: mai più violenza, sia essa razziale o ideologica. Lei ha deciso di andare nella direzione opposta ed operando in tal modo deve attendersi, prima o poi, che qualche associazione o qualche gruppo di studio Le chiederà una sala comunale per un convegno teso a giustificare la Shoah - conclude -, piuttosto che l’Eccidio di Marzabotto o la strage di Macerata di questi ultimi giorni».

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