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Ex Fiera, Salvati: «Riutilizzare i prefabbricati, smontabili e riedificabili altrove»

«La loro demolizione sarebbe un vero peccato nonché uno spreco. Se non direttamente per Trieste, quelle strutture potrebbero essere donate ad altre città italiane»

«Poco meno di un anno fa fu aggiudicata all'asta la zona dell'ex-Fiera di Trieste, affidata alla società austriaca Mix Holding per sviluppare un progetto di riqualificazione dell'area. Personalmente sono favorevole a qualsiasi tipo di progetto, investimento ed opportunità che possa portare un beneficio per Trieste sotto il piano economico, infrastrutturale, culturale e sociale, purché tutto ciò venga fatto con criterio. Ed il criterio, per me, è sempre quello di privilegiare gli interessi della comunità al di sopra degli interessi dei privati». Lo afferma il capogruppo del Partito Democratico in sesta circoscrizione Luca Salvati.

«A suo tempo - continua - accolsi favorevolmente il progetto, in quanto vedevo in esso un'occasione di sviluppo per il territorio. Recentemente, però, ho dovuto rivedere le mie posizioni e mi sono espresso in maniera contraria alle richieste di modifiche al Piano Regolatore ed al Piano del Commercio di Trieste, avanzate dalla società austriaca, che prevedrebbero, tra le varie cose, il raddoppio dell'edificabilità. Le modifiche richieste non rispecchiano le condizioni e gli intenti iniziali né tanto meno prendono in considerazione i bisogni e le richieste della cittadinanza».

«Spero -prosegue Salvati - che il Comune valuti con attenzione la situazione e sappia agire negli interessi della città senza piegarsi al volere di investitori privati esteri che non tengono debitamente conto dei bisogni della realtà locale. Allo stesso modo mi auspico che il Comune possa ancora intercedere con il Privato acquirente per trovare il modo di riutilizzare i prefabbricati dell' ex-Fiera, montati a suo tempo dalla società Edile Adriatica. Infatti, è grazie al confronto diretto con un privato cittadino che sono venuto a conoscenza del fatto che quei prefabbricati potrebbero essere smontabili e riedificabili altrove».

«La loro demolizione - conclude il capogruppo Pd - sarebbe un vero peccato nonché uno spreco. Se non direttamente per Trieste, quelle strutture potrebbero essere donate ad altre città italiane per far fronte, ad esempio, alla situazione dei terremotati di Marche e Abruzzo. Un atto di solidarietà che testimonierebbe la vicinanza di Trieste a quelle persone che tutt'ora versano in situazioni difficili. Sono sicuro che, se ci sarà la volontà politica di chiedere al Privato il riutilizzo di quelle strutture, sarà possibile trovare facilmente una destinazione d'uso alternativa per le stesse, magari risparmiando anche sui costi di demolizione e smaltimento».

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