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Seleco, Ciriani (Fdl/AN): «A Pordenone non si farà nulla: preferito il Porto franco di Trieste»

L'amara constatazione espressa dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Luca Ciriani, al termine dell'audizione della II Commissione consiliare, convocata urgentemente su sua richiesta, per far luce sul caso Seleco

«Le nostre peggiori previsioni sono state tutte confermate. Dopo mesi di annunci e di promesse, anche roboanti, fatte nel territorio pordenonese, compresa la ventilata ipotesi dell'assunzione di una cinquantina di lavoratori in esubero di Electrolux, ci troviamo ora con un pugno di mosche. A Pordenone, quest'azienda non farà nulla e, speriamo che almeno quanto promesso (poco) per Trieste sia mantenuto».

È l'amara constatazione espressa dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Luca Ciriani, al termine dell'audizione della II Commissione consiliare, convocata urgentemente su sua richiesta, per far luce sul caso Seleco invitando in audizione il presidente di Ssleco spa Maurizio Pannella e l'AD Aurelio Latella, alla presenza dell'assessore regionale con delega alle attività produttive Sergio Bolzonello.

«Come temevamo, dopo mesi di illusioni oggi abbiamo avuto certezza dai vertici dell'azienda che sul sito storico pordenonese di Vallenoncello, già pronto all'uso e la cui storia è strettamente legata a Seleco, non si farà nulla, preferendogli i vantaggi economici e fiscali del Porto franco di Trieste. Chiaro che un imprenditore col proprio denaro può fare che vuole, la libertà di impresa è sacra e non entro nemmeno del merito di determinate scelte imprenditoriali», afferma Ciriani.

E aggiunge: «Sono altrettanto convinto che un imprenditore debba mantenere saldi anche dei principi di responsabilità sociali e, sinceramente, questo modo di agire non mi trova d'accordo se alla parole, alle promesse in conferenza stampa, non si mantengono a distanza di pochi mesi da quegli annunci, dei fatti».

«Mi auguro che almeno il piano industriale presentato, per quel che concerne gli investimenti su Trieste, sia mantenuto, ma è lecito dubitare - ribadisce Ciriani - e rimango sconcertato rispetto all'epilogo di un copione già scritto»

A margine, Ciriani ha inoltre presentato ufficialmente richiesta di convocazione di II e IV Commissione consiliari congiunte, alla presenza dell'Autorità portuale e della stessa presidente Serracchiani «perché vengano a riferire sulla situazione del Porto franco affinché si possa comprendere con la dovuta chiarezza quali benefici la nostra Regione ne possa trarre».

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