Domenica, 21 Luglio 2024
L'intervento del governatore

"Una società che non fa figli è destinata a morire"

Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, intervenuto in occasione dell'inaugurazione della 50esima edizione della Settimana sociale dei cattolici in Italia, in programma a Trieste fino a domenica 7 luglio. "La sfida della natalità e della famiglia va vinta, è la più grande che ci aspetta nel futuro"

TRIESTE - "Prima di qualsiasi cosa viene la persona, con la propria dignità e diritti, che si esplicitano nel senso della vita e allora la riflessione che dobbiamo porci quando parliamo di diritti è: quando c'è la vita e da quale momento quella vita ha diritti. Perché altrimenti rischiamo di escludere chi non può parlare e non può rivendicare i propri diritti". A dirlo è stato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in occasione dell'inaugurazione della 50esima edizione della Settimana sociale dei cattolici in Italia, in programma a Trieste fino a domenica 7 luglio. Intervenuto al Centro congressi di Porto vecchio, dove è andata in scena la lezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Fedriga ha sottolineato alcuni punti che rivestono un ruolo importante nel dibattito sociale. 

"Una società che non fa figli è destinata a morire"

"È innegabile - così il governatore - che famiglia, scuola, energia e transizione ecologica, agricoltura sostenibile, mondo giovanile e progetti di vita, pace e cooperazione internazionale siano determinanti per preservare i modelli di democrazia occidentale - ha proseguito -. I temi della natalità e della famiglia sono infatti fondamentali, in particolare per i Paesi occidentali, perché l'investimento di risorse e il supporto economico sono importanti ma non sono sufficienti. Si tratta della più grande sfida che dovremo affrontare nei prossimi decenni e che dobbiamo vincere perché una società che non è in grado di fare figli è destinata a morire". Sul tema della denatalità Fedriga ha affermato che le risposte concrete possano arrivare "con l'impegno collettivo, altrimenti rischiano di diventare solo propaganda. Investire sulle generazioni future e sul capitale umano è un imperativo a cui non possiamo sottrarci".

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