Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica

Ferriera, il Comitato rompe con Dipiazza: «Sono mancati gli atti amministrativi promessi»

Si chiude dopo 43 giorni il presidio permanente per la chiusura dell'area a caldo «ma la protesta continua: pronti a tornare in piazza tra settembre e ottobre»

«Non è la fine della protesta che avrà nuove forme». Così Barbara Belluzzo, una delle colonne del Comitato 5 dicembre ha introdotto la conferenza stampa di questa mattina in via delle Torri, dal presidio permanente istituito per la chiusura dell'area a caldo. Presidio che oggi verrà dismesso, giunto al 43esimo giorno: «Una decisione molto sofferta - hanno spiegato - anche per il forte legame che si è creato tra i manifestanti. Ma la protesta continua con una forma più mobile (anche a Muggia che ora inizia a sentire forte il problema): abbiamo iniziato in una decina di persone e ora siamo in almeno 70. Ora ci saranno iniziative (come flash mob) per sensibilizzare la cittadinanza. E non è escluso che si torni in piazza tra settembre e ottobre». 

Il Comitato 5 dicembre, che insieme ad altre associaizoni ambientaliste aveva preso parte al tavolo istituito in materia dal sindaco Dipiazza insieme appunto ai cittadini per promuovere azioni nei confronti di Regione e proprietà al fine di chiedere l'area a caldo come promesso in campagna elettorale: «Abbiamo presentato un report dettagliatissimo di ogni singola cosa avvenuta e non da luglio 2016 a giugno 2017. Un tavolo di lavoro di questo tipo e virtuoso se c'è fiducia e ascolto reciproco e condivisione. Avevano promesso che avrebbero emesso un atto amministrativo forte (al San Marco) e noi avevamo deciso di scendere in piazza a supporto. Nel frattempo ci sono stati gli spolveramenti, la diffida della Regione, la lettera del direttore della ferriera: proprio su questa il Comune ha scelto una strada diversa dalla pubblicazione. Noi vogliamo una partita alla luce del sole. Da questo voler fare di nascosto noi ci stacchiamo - ha detto Andrea Rodriguez - e siamo in attesa che il Comune risponda ai quesiti irrisolti».

Due sono le domane su tutte: «Come mai (da ottobre 2016 a oggi) il comune non ha chiesto supporto legale e medico esterno come ha fatto per il tecnico Pierluigi Barbieri? Poi, è stata chiesta la revisione dell'Aia e la Regione ha rifiutato "perchè non sussistono i presupposti", ma perchè il Comune non ha impugnato quest'atto? Qual è la sua strategia? Secondo noi sono mancati gli atti amministrativi - ha ribadito Rodriguez a nome del Comitato -, ma anche la vicinanza umana che abbiamo più volte richiesto. Ora continuiamo la presenza in strada e ci prepariamo a un autunno caldissimo. Il sindaco si esprima su cosa può fare e i tempi».

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