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Ferriera, il presidio torna in piazza Unità. Dipiazza manda la Polizia locale allo stabilimento

Il sindaco: «Ottimista su incontro con Arvedi, 1200 posti di lavoro in arrivo per riassorbire gli inoccupati dopo la chiusura dell'area a caldo»

«Ora è questione di tempi. Devono essere i più brevi possibile. Puntiamo a una data certa della fine dell'incubo. Certa» Così dichiara in un post il Comitato 5 dicembre in seguito all'incontro con il sindaco Roberto Dipiazza e l'assessore all'urbanistica Luisa Polli, che hanno parlato pubblicamente nella serata di ieri al presidio in piazza Sant'Antonio per la chiusura dell'area a caldo. Il presidio si è oggi ritrasferito in piazza Unità, non a caso di fronte al palazzo della Regione. 

Il sindaco ha dichiarato di aver inviato la Polizia locale allo stabilimento in seguito alla nube di polveri di domenica. È inoltre previsto un incontro ufficiale con Arvedi, in attesa del quale Dipiazza si definisce ottimista su una possibile chiusura dell'area a caldo: «Non è pensabile che Arvedi possa coprire un'area mineraria che costa dai 40 ai 50 milioni di euro e dovrebbe rifare la bocca dell'altoforno per altri 10-20 milioni di euro. Probabilmente non troverà questi soldi ed è molto probabile che si riesca a trovare un punto d'incontro, in caso contrario procederemo con la diffida, che è già pronta».

Dipiazza rassicura la cittadinanza e i partecipanti al presidio anche sugli eventuali danni all'occupazione: «Nei prossimi anni potremmo avere 1000 posti di lavoro in più nel porto. Non è quindi vero ciò che dice Serracchiani, ossia che senza l'area a caldo ci sarà una "cloaca a cielo aperto". Inoltre 200 persone può assorbirle il comune, internalizzando la pulizia del verde e altri servizi».

«Arpa, nelle vie brevi, ci dice "Hanno sempre bagnato il parco minerario" - dichiara inivece l'assessore Polli - ma se questo è vero mi viene da pensare che nei tre mesi dalla diffida della regione si sarebbe già dovuta fare la prova per capire se sarebbe bastato bagnare il parco. Una presa in giro all'amministrazione comunale e a tutti i cittadini di Trieste: è evidente che la regione ha scritto qualcosa di sbagliato, e lo stesso vale per le dichiarazioni di Arpa e di Arvedi. Se Serracchiani non incontrerà tutti i comitati come promesso, procederemo come annunciato dal sindaco».

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