Ferriera, Lauri (Sel): «Troppo presto per bilancio definitivo»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«La realizzazione dei nuovi impianti di aspirazione è stata ultimata in ritardo e, ad oggi, non disponiamo ancora di dati incontrovertibili sui risultati delle emissioni in atmosfera e sulla loro efficacia per portarle al di sotto dei limiti di legge: non siamo ancora in grado di fare un bilancio definitivo, serve ancora un po’ di tempo» ha affermato Giulio Lauri, Capogruppo di Sel in Consiglio regionale, e unico esponente triestino della maggioranza ad intervenire durante la discussione sulla mozione 194 sulla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola.

«Peraltro la mozione che discutiamo non muove da rilievi sui dati sull’inquinamento atmosferico, ma da quelli sull’inquinamento acustico, e non è un caso. Perché se ci fossero stati già dati incontrovertibili sulle emissioni relativi al periodo successivo al completamento dei nuovi impianti di aspirazione dei fumi, oggi voteremmo una mozione diversa, quella che chiederebbe la chiusura dell’area a caldo sulla base del non raggiungimento degli obiettivi fissati dall’ accordo di programma».

«Ora però – ha proseguito – dopo l’approvazione della legge sulle crisi industriali complesse, che ha fatto seguito ad anni di inerzia delle giunte comunali e regionali precedenti, con l’arrivo di Arvedi, che ha investito milioni di euro sul progetto di riqualificazione della Ferriera garantendo il mantenimento e l’aumento dei posti di lavoro nel momento di peggiore crisi economica del dopoguerra, e ha garantito di riportare le emissioni al di sotto dei limiti di legge e prendendo l’impegno – in caso contrario – a chiudere l’area a caldo, sarebbe stato irresponsabile dirgli di no senza “andare a vedere le sue carte»

«La Ferriera può restare aperta anche senza l’area a caldo perché per l’azienda l’attività fondamentale è quella rappresentata dal terminal portuale per le rinfuse e dal nuovo laminatoio a freddo: il mantenimento dell’ area a caldo è inequivocabilmente subordinato al rispetto dei limiti di emissione in atmosfera – ha continuato: questo è il contenuto dell’accordo di programma su cui fra l’altro lo Stato è intervenuto con importanti investimenti economici per la bonifica dei terreni, perché l’inquinamento non riguarda solo l’aria, ma anche il suolo e la falda sottostante e ogni serio progetto di riconversione non può non porsi il problema non solo del mantenimento dei livelli occupazionali, ma anche del denaro necessario a realizzare le bonifiche».

«Il punto è che i dati definitivi sui risultati delle emissioni in atmosfera ancora non ci sono – ha concluso - e strumentalizzazioni elettorali a parte, che sia nella mozione che nel dibattito ci sono state in modo evidente, sulla nuova Aia non ci possono essere mistificazioni. Non abbiamo ancora i dati tecnici per fare una scelta politica a cui non vogliamo sottrarci. Non abbiamo fatto promesse ma abbiamo preso un impegno, in Comune e in Regione, ma ad oggi non abbiamo ancora tutti gli elementi e i dati per tirare una riga e fare la somma. Ma quell’ impegno – quello di prendere atto in modo rigoroso dell’esito delle misurazioni – ce lo siamo assunti con serietà e senso di responsabilità e lo rispetteremo».

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