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Ferriera, Moretti (Pd): «Salvaguardia ambientale solo portando avanti accordo di programma»

Lo rileva il capogruppo del Pd in consiglio refionale, Diego Moretti sulla Ferriera di Servola: «La salvaguardia della salute e il correlato risanamento ambientale non possono che passare attraverso l’attuazione dell’accordo di programma tra i vari enti interessati e il piano industriale del gruppo Arvedi

«La salvaguardia della salute e il correlato risanamento ambientale dello stabilimento di Servola non possono che passare necessariamente attraverso l’attuazione dell’accordo di programma tra i vari enti interessati (Regione, vari Ministeri, Comune, Provincia, Autorità Portuale e Invitalia) e il piano industriale del gruppo Arvedi, che prevede la realizzazione di interventi migliorativi dell’ambiente, oltre che un nuovo impianto di laminazione e il rifacimento della banchina di approdo. Pensare di chiudere tutto ora, significa abbandonare a se stessa una zona fortemente compromessa ambientalmente». A dirlo è il capogruppo del Pd, Diego Moretti, a margine delle audizioni odierne in IV commissione, sulla Ferriera di Servola.

«Il percorso iniziato con la precedente amministrazione regionale – continua Moretti – in merito al riconoscimento dell’area di Servola come crisi complessa e portato avanti da quella attuale, unito all’accompagnamento e al monitoraggio delle istituzioni sul rispetto dell’accordo di programma, è un lavoro in continuo divenire che necessita di impegno e attenzione. In questo senso è rivolto l’impegno della Regione e di tutte le istituzioni coinvolte».

«Accanto a questo aspetto – aggiunge il capogruppo dem – bisogna considerare l'importanza dello sviluppo economico e industriale dell'intero territorio triestino, che passa innegabilmente anche attraverso l'impegno industriale su Servola. Parliamo inoltre di posti lavoro e in particolare del mantenimento dei 450 occupati attuali e la creazione di nuova occupazione, confidando di arrivare a 700 addetti grazie a laminatoio e logistica. Questo non significa barattare o mettere in secondo piano la salute e l'ambiente». Come Regione, conclude, «abbiamo l'occasione per dimostrare che è falso l'equivoco secondo cui serve scegliere tra ambiente e occupazione, possiamo lavorare affianco a Siderurgica Triestina perché si realizzi la prima vera riconversione di un sito inquinato di interesse nazionale».

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