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Ferriera, mozioni per la chiusura dell'area a caldo respinte in Regione. Vito: «L'Aia ha portato risultati migliorativi»

L'assessore regionale all'Ambiente ha replicato alle due mozioni del centrodestra e Movimento 5 stelle che chiedevano la revisione dell'Aia e la chiusura progressiva dell'area a caldo

Il Consiglio regionale ha respinto a maggioranza le due mozioni legate alla situazione della Ferriera di Servola. La prima a firma Riccardi (FI), Ciriani (FdI-AN), Colautti (AP), Marini (FI) e Ret (FI) impegnava la Giunta regionale a convocare tempestivamente un incontro tra Regione, Comune di Trieste e proprietà per affrontare la riconversione dell'area a caldo dello stabilimento e avviare contestualmente la procedura di revisione dell'Autorizzazione integrata ambientale (AIA).

Analogamente anche la seconda mozione, a firma Andrea Ussai con gli altri consiglieri del MoVimento Cinque Stelle, impegnava la Regione ad affrontare con la proprietà il tema dell'area a caldo e della sua riconversione e a farsi parte attiva nella richiesta di revisione dell'AIA alla luce delle «criticità irrisolte dell'area». I pentastellati invitavano poi l'Esecutivo a promuovere urgentemente, anche mediante la rinegoziazione dell'accordo di programma, la chiusura progressiva dell'area a caldo, fissando un puntuale e stringente cronoprogramma e tutelando, nel processo di riconversione, gli attuali livelli occupazionali.

«L'efficacia dei sistemi di controllo sulla Ferriera di Servola previsti dall'Autorizzazione integrata ambientale si è manifestata allorché si sono verificate delle criticità, a seguito delle quali la Regione ha potuto intervenire tempestivamente, assumendo provvedimenti vincolanti a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, inclusi i lavoratori», ha affermato l'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, rispondendo alle due mozioni. «La Regione, con la presidente Serracchiani, ha già ricevuto risposta positiva dal cavaliere Arvedi a un nuovo incontro, posticipato solo per consentire la presenza del sindaco di Trieste; il fatto che oggi si profilino nuove prospettive occupazionali al porto giuliano discende anche dall'azione della Giunta regionale».

«L'Autorizzazione integrata ambientale - ha affermato l'assessore - può essere rivista solo alla luce dei requisiti giuridici indicati dall'articolo 29 octies del decreto legislativo 152/2006 (modifica dei valori limite, nuove acquisizioni tecnologiche o nuove tecniche per la sicurezza del processo, nuove leggi nazionali o Ue). Nello stesso tempo va evidenziato che l'Aia, strumento innovativo e dinamico, ha dimostrato di poter generare risultati migliorativi grazie alle puntuali prescrizioni e agli specifici obiettivi in essa indicati, monitorati e verificati con il supporto tecnico dell'Agenzia di protezione per l'ambiente regionale (Arpa)».

«Proprio a seguito di tre diffide dettate dal dispositivo Aia - ha rilevato l'assessore regionale all'Ambiente - Siderurgica Triestina ha realizzato l'intervento di insonorizzazione del punto di emissione E35, consegnato il progetto di fattibilità tecnica ed economica di copertura dei parchi, ora all'esame della Conferenza dei servizi, e ridotto la produzione di coke e ghisa dal 1 luglio 2017. Quest'ultimo passaggio ha portato ad anticipare le operazioni di spegnimento dell'altoforno per consentire sullo stesso l'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria».

In attesa del nuovo incontro con il cavaliere Giovanni Arvedi, fondatore del Gruppo, Vito ha ricordato che «il compito della Regione è vigilare che l'attività produttiva avvenga nel rispetto delle regole ed entro i limiti posti a tutela dell'ambiente e della salute delle persone, compresa quella dei lavoratori». Dal punto di vista occupazionale, se attualmente l'area a caldo della Ferriera impiega circa 450 persone, oltre ad altre 150-200 con l'indotto, Vito ha però sottolineato che «le prospettive di sviluppo relative al porto di Trieste createsi recentemente con gli ultimi avvenimenti, come recita la mozione del consigliere Ussai, non si sono create dal nulla, né tantomeno da sole, ma sono il frutto dell'attività compiuta anche da questa Giunta regionale e del suo lavoro portato avanti con gli altri interlocutori istituzionali. Si tratta - ha concluso l'assessore - di prospettive che apparivano inimmaginabili solo pochi anni fa».

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