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Ussai (M5s): "Interrogazione a Scoccimarro: vogliamo tempi e date"

L'interrogazione di Ussai (M5s) all' Assessore all'Ambiente sul cronoprogramma della Giunta per arrivare alla chiusura dell'area a caldo della Ferriera

.Ennesima mancata risposta oggi in Consiglio regionale all'interrogazione del consigliere Ussai sul cronoprogramma della Giunta per arrivare alla chiusura dell'area a caldo della Ferriera.

"L'assessore Scoccimarro ha dichiarato in Aula che non si è mai parlato di cronoprogrammi, anzi, ha addirittura smentito le proprie dichiarazioni alla stampa in merito, limitandosi ai soliti proclami da campagna elettorale e annunciando futuri provvedimenti senza dare tempistiche certe.

"Gran belle parole" - ha ribadito il consigliere grillino -, 'la Giunta regionale non prevede stabilimenti impattanti a pochi metri dalle abitazioni civili, si deve giungere nel più breve tempo possibile alla chiusura dell'area a caldo, c'è la volontà …etc. etc.'.

"La linea politica e il programma sono chiari, ma una volta di più, sono i fatti che mancano all'appello. Non pretendevo una data certa, né i 100 giorni pubblicamente dichiarati (e poi smentiti) del sindaco Dipiazza, ma tempi ben definiti e atti concreti e verificabili, a questo punto, sono il minimo che si possa chiedere.

"I cittadini non possono più tollerare le polveri, la puzza e i rumori incessanti; vogliono sapere come si arriverà alla chiusura dell'area a caldo e l'auspicio del "più breve tempo possibile" non è una risposta accettabile!"

La risposta dell'Assessore all'Ambiente Fabio Scoccimarro

"Premesso che l’AIA per sua natura non ha il fine di giungere alla chiusura di uno stabilimento bensì quello di autorizzare un’attività complessa come può essere quella della Ferriera di Servola, è nostra volontà aggiornare la sopracitata Autorizzazione integrata ambientale ovviamente abbassando i limiti nel rispetto delle norme vigenti per evitare che la proprietà impugni il provvedimento. Due i punti che mi permetto di preannunciare: abbasseremo i limiti dei deposimetri e soprattutto integreremo la centralina di San Lorenzo in Selva della Procura della Repubblica" ha dichiarato l'Assessore all'Ambiente Fabio Scoccimarro. rispondendo all'interrogazione del consigliere pentastellato.

"Né io né il presidente Fedriga - aggiunge- abbiamo mai annunciato tempistiche o cronoprogrammi, ma dal primo giorno di nomina, ho dato comunicazione ai miei funzionari e i tecnici ARPA FVG sulla nuova linea politica della Giunta regionale, la quale non prevede stabilimenti impattanti come a pochi metri dalle abitazioni civili e quindi, nel caso specifico dell’interrogazione, si deve giungere nel più breve tempo possibile alla chiusura dell’area a caldo. Linea politica ribadita nella Conferenza dei Servizi da voi richiamata dello scorso 17 luglio al Ministero dell’Ambiente a Roma: in quella sede si è parlato di copertura dei parchi fossili e minerari prescritti dall’accordo di programma; come saprete questo accordo equivale a un contratto e solo se c’è accordo tra le parti può essere modificato, motivo per cui mi sono dichiarato disponibile alla riapertura purché il vantaggio non sia univoco.

"Se la società dunque vorrà continuare l’attività di produzione della ghisa a Trieste dovrà rispettare l’accordo di programma e provvedere a redigere un progetto esecutivo che risponda a tutte le prescrizioni di Regione, Inail e Asuits, e costruire i capannoni investendo circa 35 milioni di euro. Proprio per evitare perdite di tempo ho chiesto e ottenuto in Conferenza l’attivazione di un tavolo tecnico mensile che permette non solo di avere incontri più frequenti, ma soprattutto è più efficiente dal punto di vista del confronto tra i tecnici e dovrebbe ridurre le tempistiche dell’attuazione del progetto stesso".

"In conclusione, tornando quindi alla Conferenza dei Servizi e alle sue premesse consigliere, la copertura dei parchi assieme allo studio e valutazione di 3 mesi più 3 mesi richiesto da ARPA FVG sulla falda di PZ2 devono essere imposti dalla Regione perché così deve agire una pubblica amministrazione che rispetti le norme vigenti; questo però non pregiudica la nostra volontà politica e parallelamente ai processi amministrativi continua il nostro lavoro politico di concerto con Comune e Autorità di sistema portuale in vista di una auspicata e auspicabile chiusura dell’area a caldo" ha concluso Soccimarro

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