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Fondazione AN, Sluga: «Assemblea ha negato "mutuo infruttifero a perdere"»

Lo rileva in una nota Fulvio Sluga, Componente Direttivo Fondazione AN:«In questi giorni ho sentito e letto da più parti affermazioni del tipo "l'assemblea della Fondazione AN è stata un'occasione persa per la ricostruzione della Destra in Italia".Di queste parole sono rimasto sbalordito e sconcertato»

«In questi giorni ho sentito e letto da più parti affermazioni del tipo "l'assemblea della Fondazione AN è stata un'occasione persa per la ricostruzione della Destra in Italia" , oppure "il tentativo fallito di rimettere insieme i cocci della destra pone delle preoccupazioni a livello locale in funzione delle elezioni amministrative al comune di Trieste". Di queste parole sono rimasto sbalordito ed al tempo stesso sconcertato. Ho provato a ripensare al ruolo della Fondazione AN previsto dallo statuto e non ho trovato nulla che corrispondesse all'essere un partito».

Lo rileva in una nota Fulvio Sluga, Componente Direttivo Fondazione AN.

«In verità - continua la nota - quello che si è consumato al Midas è stato il tentativo di farsi finanziare dalla Fondazione - in modo surrettizio - una propria iniziativa politica arrogandosi peraltro il potere di decidere e dividere tra buoni, meno buoni e cattivi  secondo un proprio metro di giudizio. La mozione che doveva diventare la panacea della Destra italiana, presentata da persone provenienti da realtà ed appartenenze diverse, i cosiddetti "quarantenni", "cavalli di troia" a coprire il filo diretto che li legava a Gianfranco Fini o a Gianni Alemanno. Una manovra anche di basso profilo se non ci fossero di mezzo i valori e gli ideali che intere generazioni hanno portato avanti anche con l'estremo sacrificio della Vita e che qualcuno oggi vorrebbe mercanteggiare per i propri interessi di ego personale. Il Patrimonio della Fondazione AN non è solo economico finanziario lasciato in eredità da Almirante, che con oculata gestione aveva consolidato e consegnato al suo successore il quale, ahimè, non usò lo stesso metodo(vedi Montecarlo ed altro)».

«Vedere - continua - in quella sede che 38 anni fa ci vide presenti contro tutto e contro tutti in un drammatico quanto importante congresso nazionale del MSI dopo che la sede prevista, il pala congressi, era stata incendiata da terroristi comunisti per il quale ovviamente non ricevemmo nessun attestato di solidarietà politica ma solo la blindatura della sede del Midas, rappresentanti di una ipotetica nuova destra, accalorarsi per avere un finanziamento che consentisse loro di crearsi un nuovo partitino. E badate bene non poteva e non doveva essere Fratelli d'Italia, che si è costituito autonomamente autofinanziato con i propri iscritti ed i propri eletti, ma una nuova Destra, magari quella di Monti, che i voti non li ha mai presi». 

«Quindi - ancora Sluga - l'Assemblea di Roma ha solo di fatto negato un "mutuo infruttifero a perdere" poiché l'iniziativa era già nelle sue fondamenta fallimentare, come lo erano state altre in passato promosse da Fini & C.  A tal riguardo la lista è lunga: le iniziative dell'elefantino di Segni e Taradash, la chiusura di AN, l'uscita dopo alcuni mesi dal PdL, la mozione di sfiducia  al Governo Berlusconi dietro la promessa, che poi avrebbe fatto lui il Premier, l'abbraccio mortale con Monti  e ultima il ripresentarsi per fondare l'ennesimo partito fallimentare. Credo che, come in una famiglia,  o in un matrimonio, il collante sia l'amore e la condivisione di una vita. Allo stesso modo in politica il collante è il progetto i programmi e tutto questo al Midas  non c'è stato da parte dei quarantenni».

«La vera positività del Midas - conclude -  invece è stata il rincontrarsi di tanti amici che, seppur militanti in posizioni oggi diverse, hanno saputo fare sintesi e trovare un percorso comune. L'auspicio è che questo possa essere un buon viatico per ulteriori intese sul territorio, nell'interesse di tutti quei cittadini che non ritengono di farsi governare a vita dagli attuali governanti». 

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