Piscine a Trieste, Verin (FdI): «Sport importante, valorizzare strutture esistenti in città»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Per Fratelli d'Italia lo sport ha un valore formativo importante soprattutto per i giovani. In tal senso la questione carenza impianti natatori a Trieste dovrebbe essere un problema noto e risolto.

"La difficoltà a reperire spazi acquei e gli oneri ricadenti sulle società che da tali richieste derivano, complicano non poco l'attività di atleti, amatori, sincronette e diversamente abili" esordisce così Federica Verin che collabora con Fratelli d'Italia.

"Sarebbe auspicabile valorizzare appieno tutti gli impianti esistenti sul territorio triestino e mi riferisco per prima alla piscina esterna del polo natatorio Bruno Bianchi inspiegabilmente ancora scoperta, piscina da 50 metri essenziale sia per gli allenamenti in vasca lunga del nuoto che per la preparazione delle società di pallanuoto, una delle quali quest'anno milita in serie A1 mentre l'altra, di recente costituzione, gioca in serie C e si allena nella vicina Capodistria. Una piscina che andrebbe immediatamente coperta per essere fruibile durante tutto l'anno e non solo nei pochi mesi estivi quando la temperatura dell'acqua è troppo calda per garantire allenamenti agonistici in condizioni ottimali".

"Esiste poi anche un'altra piscina ormai dimenticata", aggiunge Federica Verin "quella dell'Istituto Tecnico Leonardo Da Vinci, che giace in stato di abbandono da troppo tempo in attesa, pare, di essere riconvertita in un auditorium, riadattamento non certo economico" e precisa "tale piscina, qualora gli enti preposti si adoperassero per il suo mantenimento e per la sua riqualificazione, abbisogna di un restyling generale anche correlato alla necessità di garantire lo sfioro dell'acqua per il sistema di pulizia della vasca".

Nel dettaglio evidenzia "si tratta complessivamente di un intervento non certo economico ma che potrebbe trovare diverse società sportive interessate ad investire sulla struttura, visto il suo ingresso indipendente, in presenza però di una concessione lunga e tale da garantire anche l'accesso a finanziamenti per gli interventi necessari alla sua riqualificazione".

Affronta poi il più delicato dei temi "esiste poi il mondo della abilità diverse perchè così mi piace definirle, del quale fanno parte un gruppo di atleti triestini, alcuni dei quali di livello nazionale, che tutt'ora con i loro impegni natatori, danno lustro e vanto alla nostra città. Atleti che potrebbero essere maggiormente valorizzati in presenza di un ulteriore impianto natatorio quale quello ancora esistente presso il da Vinci. In tale luogo infatti potrebbero trovare spazio pure gli atleti con disabilità fisica se solo si pensasse a dotare la struttura di un sollevatore e renderla a barriere ridotte al minimo".

Conclude "siamo una città di mare e troppo spesso ci si dimentica che le piscine sono una risorsa per tutti da non perdere né dimenticare. Auspico che il Comune e la Provincia di Trieste, ognuno per la loro parte, si facciano parte attiva per aumentare gli spazi acquei a disposizione della grande platea degli amanti e agonisti del nuoto".

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